Ciao Rita, “giustizia e pace si baceranno”

RITA BORSELLINO
2 Giugno 1945 nascita della Repubblica Italiana (2 giugno 1946) .
15 agosto 2018, festa di Maria Assunta, primizia e consolazione.

come era l’albero così sarà il frutto…
donna, palermitana, di fede…
concreta…
reale…
narrare…
ricordare…
generazioni…
occhi azzurri normanni… dolcezza e fortezza…
GIUSTIZIA E PACE SI BACERANNO…

Grazie Rita per aver avvicinato questo bacio… ( Mario Sedia)

Ciao Rita

di Pina Maria Scibetta

 

Ho scritto una riflessione su Rita Borsellino. Forse è un po’ lunga ma la grandezza di questa donna le merita tutte queste parole. L’ho scritta pensando alla grande eredità morale che, questa donna ci sta lasciando. Eredità che noi tutti abbiamo il dovere di proteggere e custodire. La prima volta che Rita è morta era il 19 luglio del 1992. Già, perché quando ti uccidono una persona di famiglia in quel modo cruento, in realtà muore anche una parte di tutti quelli che a quella persona erano legati. A volte per le donne è anche più dura. Perché alle donne, dopo un grande dolore, spetta quel compito, spesso ingrato, di dovere essere forti Un po’ per tutti. Essere una specie di collante per salvare ciò che resta di una famiglia dilaniata da un lutto. Rita questo lo fece fino in fondo. Poteva scegliere di chiudersi nella sua sofferenza e se lo avesse fatto, sarebbe stato del tutto legittimo, lei però scelse una strada diversa. Decise di aprire il suo cuore e lo scrigno dei suoi ricordi agli altri. I ricordi più belli, più veri, più intimi di un fratello andato via troppo presto. Ha girato nelle scuole, nelle manifestazioni. Ha fatto conoscere ai più piccoli suo fratello. Il Paolo Borsellino non solo magistrato ma anche uomo. La sua non era antimafia di facciata, la sua battaglia antimafia lei la metteva in atto nella vita di tutti i giorni. Semplicemente essendo onesta. Rita è morta una seconda volta. Era il 2006 ed era candidata alla Presidenza della Regione siciliana. Quelle elezioni le perse ma in realtà a perderle fummo un po’ tutti. Vedete io penso una cosa, il buon Dio a questa terra vuol bene e a volte, ce le manda le persone che, potrebbero davvero cambiare il corso delle cose ma noi siciliani, popolo straordinario che siamo, abbiamo un grande difetto. Il cambiamento ci spaventa, ci disorienta. Ma anche in quella occasione Rita non si è arresa, ha continuato nell’impegno civile che ha contraddistinto la sua vita. Rita stava male ormai da un po’ di tempo, sul suo fisico e sul volto, durante le ultime apparizioni pubbliche si vedevano i segni del dolore e della malattia. Nei suoi occhi no. I suoi occhi continuavano a brillare di una luce che non so spiegare. Io penso che le parole possono mentire, i gesti possono mentire ma mai gli occhi. Essi sono interpreti fedeli di ciò che abbiamo dentro. I suoi occhi erano gli occhi di una persona perbene, di una persona limpida. Giorno 15 Rita è morta una terza volta. Lasciandoci un vuoto immenso. Questa terra è rimasta orfana. Se davvero, al di là di questa vita, e io credo sia vero, c’è un luogo in cui si ritrovano le persone buone e perbene, io sono certa che Rita sia lì, stretta nell’abbraccio di Paolo e questa volta nessuna bomba li potrà separare. A noi resta una grande eredità, fatta di insegnamenti importanti. Il primo di questi che, la ricerca della verità non è mai banale, anzi è ciò che dona dignità alle nostre esistenze. A ciascuno il dovere morale di farla vivere attraverso le azioni della vita quotidiana, azioni volte all’onestà e mai al compromesso. Ciao Rita. I tuoi occhi siano specchio per le nostre coscienze.