Lettera a Nino La Vigna

Nino La Vigna

Ciminna 11 marzo 2013

In memoria di Antonino La Vigna, nato a Ciminna il 29/01/1937 e deceduto il 09/03/2013.

Oggi per la nostra comunità è un giorno particolare.

E’ un giorno dove il popolo accompagna alla sua ultima dimora il fratello Nino, mentre perdiamo un Personaggio.

Chi era, chi è stato Nino per tutti noi è facile dirlo, non c’è certamente bisogno di sforzarsi e ricercare parole difficili o di trovare motivazioni non rispondenti al vero.

Nino era, è stato forse il fratello sfortunato che con la sua semplicità , con la sua innocenza, ha conquistato un posto nella storia di Ciminna.

Chi non ricorda Nino annunciatore ed anticipatore del S. Natale, con le sue nenie cantate per via del paese?

Chi non ricorda Nino inneggiare al Padre delle Grazie o agli altri Santi che i ciminnesi venerano ed onorano durante il corso dell’anno?

Nino ha conquistato il nostro rispetto perché ha avuto rispetto per tutti i nostri defunti che ha sempre visitato ed accompagnato, così come è stato presente nelle sante messe o, fino a quando gli è stato concesso, ha portato stendardi e bandiere durante le varie processioni.

Il suo agire semplice, innocuo, il suo informarsi per gli eventi, il suo essere presente fra la gente ci hanno portato a riflettere sul vero valore di questa nostra esistenza e il significato vero della fede.

Il Vangelo ci dice che:”Gli uomini umili erediteranno il regno dei cieli”.

E noi siamo convinti che il nostro fratello Nino è già stato accettato là dove tutto e tutti saremo giudicati da Colui che tutto sa e tutto vede.

Possiamo aggiungere che ci mancherà la sua presenza, ci mancheranno le sue nenie e i suoi canti.

Così come siamo sicuri che Nino vorrà e saprà pregare per tutti i suoi benefattori che in un modo o nell’altro, nel tempo ne avranno avuto cura.

Siamo certi che ogni tanto avremo anche l’impressione di rivederlo col suo tegame in mano o mentre si riposa o dorme su una panchina o quando risponde affettuoso al saluto:”Ti Saluto”.

Ciao Nino riposa in pace.

Ciminna tu ha amato e oggi te lo sta dimostrando perché Ciminna oggi è con te ancora.

Saverio La Paglia

 

3 Replies to “Lettera a Nino La Vigna”

  1. Caro Nino, scusaci per tutte quelle volte che non siamo stati in grado di capire i tuoi problemi e le tue richieste, lamentandoci e lagnandoci della tua presenza. Ciao Nino, perdonaci.

  2. Nino,pace a te nel Signore!
    Tu sei stato parte del nostro paese.Ci hai visti crescere: conoscevi quasi tutte le generazioni. Quando arriveremo in paese sentiremo la tua mancanza. Tu non avevi nessuno,ma tutti eravamo la tua famiglia.Alcuni qualche volta ti hanno preso in giro. Ora che sei nel Cielo, perconaci! Ad altri hai dato modo di fare delle opere buone:quando ti accudivano, ti offrivano un caffè o un pasto caldo; altri più volte hanno pulito la tua casa, ma a te bastava poco! La tua casa era la strada,a volte mi ricordo, proprio in mezzo là dove scorreva l’acqua della pioggia.Tu salutavi tutti.Noi credevamo che tu non capivi, non conoscevi ed invece tu ci conoscevi ed incontrandoci ci salutavi.
    Sono felice che tutti sono venuti al tuo funerale,che ti hanno portato a spalla fino al cimitero,ecc…Ringrazio tutti/e per aver partecipato ai funerali di Nino.
    Il Signore ti accolga nel suo abbraccio Eterno,Nino! Pace! Grazie, a chi ha messo qui questo evento. Saluti! Sr Anna Baucina

  3. Cara Ciminna,
    ho appreso con dolore della morte di Ninuzzu, questo tuo figlio bisognevole di tutto, che sempre incontravo per le tue strade, fra la tua gente, tutte le volte che mi trovavo presso di te.
    Non c’era una volta che Ninuzzu con passione, con il suo sguardo intenso e fisso negli occhi, non mi esternasse il suo saluto, un saluto ad una persona che certamente non conosceva, ma che ti porgeva ugualmente con il suo animo semplice, generoso e rispettoso dell’altro.
    Tu, cara Ciminna, hai accudito questo tuo figlio con amore, con generosità ,sei stata capace di venire incontro alle sue più essenziali necessita, l’hai nutrito, lavato, vestito, accolto in ogni tua manifestazione pubblica, religiosa, folcloristica, rispettando il suo bisogno di libertà .
    Ho saputo con quanto dolore ti sei separata da lui, quanto onore hai a lui tributato nell’accompagnarlo all’ultima dimora, a quel cimitero a cui Ninuzzu non si era mai stancato di percorrerne la strada nell’accompagnare ogni fratello deceduto.
    Ciminna senza Ninuzzo non sei più la stessa, sei rimasta più povera, ma permettimi di esprimere la mia gratitudine, la mia commozione, la mia ammirazione per quello che hai fatto per questo tuo figlio, come madre amorosa.
    Brava Ciminna, anche se non sono un tuo figlio, sento di amarti lo stesso.
    Un abbraccio
    Francesco Campisi

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