E se non riuscissimo più a sognare?

di Filippo Leto

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Per la scienza il sogno è soltanto un fenomeno psichico legato al sonno, in particolar modo nella fase REM, frutto della percezione di immagini e suoni riconosciuti come reali dal soggetto sognante.
Ma dietro di essi vi si nasconde molto di più. Da Freud a Bonime sono molteplici gli studiosi che hanno analizzato il fenomeno, ognuno tentando di trovar un rigor logico nel fitto e mescolato regno di Morfeo.
Tralasciando la fase scientifica, concentriamoci sul perché essi da secoli hanno affascinato e ispirato migliaia di artisti, ma soprattutto proviamo a chiederci se oggigiorno siamo noi siamo ancora capaci di sognare.

Ogni essere umano in media passa un 1/3 della sua vita a dormire, e non esiste al mondo persona che almeno una notte non si sia addentrata in quel misterioso regno del caos e della commedia, dove gli attori sono proprio le persone che più di tutte sentiamo dentro, le scenografie i luoghi captati dal nostro inconscio e i protagonisti siamo noi, o almeno crediamo di esserlo.

Quando siamo in un sogno tutto è reale. Riconosciamo voci, facce, situazioni e luoghi; a volte c’è anche chi dice che ad occhi chiusi abbia sentito emozioni ancor più forti di quelle percepite durante il giorno.
Per tante persone può essere una via alternativa alla monotonia delle vita, quasi paragonabile all’immaginazione, ma nel loro randomico corso i sogni danno immaginazione anche a chi è privo di fantasia.
Un apatico sogna, un uomo depresso sogna e persino un cieco sogna. Ebbene si, anche un cieco riesce a sognare! Per quanto può sembrare assurdo, pensare che un individuo privato della vista sin dalla nascita possa viaggiare con la fantasia, esso sogna. Forse non vedrà immagini e colori, forse si ma maniera differente, ciò che è certo è che sfiorerà un livello di immaginazione ancor più elevato di un normodotato, poiché avrà una fantasia che potremmo definire pura. Nel linguaggio comune quando si parla di sogni si pensa sempre a qualcosa di bello che vorremmo prima o poi ci accadesse. Ma quelli sono i sogni ad occhi aperti; dove per una volta si ha paura di chiudere gli occhi invece di aprirli per paura che ciò che vogliamo svanisca. I sogni della notte a volte cambiano nome…si fanno chiamare incubi. E siamo noi che diamo loro questa identità, portando i mali del mondo dentro il luogo più protetto che esista, la nostra mente.

Di giorno scappiamo ai mali che ci circondano, cestinandoli in tante piccole cartelle del nostro inconscio. Ma di notte eccoli lì che trasbordano dai loro ripostigli cerebrali per chiedere in qualche modo attenzioni a chi li ha ignorati. E allora forse per questo smettiamo di sognare; non abbiamo più voglia di ricadere nelle insidie che si nascondono fra le nostre meningi. Rinunciamo perfino ai sogni diurni, quelli che danno speranza e ci fanno volare con la fantasia, perché è troppa la nostra paura nei confronti di qualche spauracchio che passeggia nel nostro giardino dei sogni. È davvero poca la voglia che ci è rimasta per rischiare un fallimento, una delusione o una sconfitta; così gettiamo nell’oblio anche quei sogni che ci mettono il sorriso e ci fanno stare bene. Spesso ci giustifichiamo dicendo di essere realisti, ma la verità è soltanto l’antinomia di tutto ciò: non siamo più capaci di sognare.

Non riusciamo più a chiudere gli occhi e fluttuare fra quelle onde oniriche ed immaginarie, lo abbiamo dimenticato o semplicemente “così ci hanno detto”. E già…a volte la nostra volontà a fare o pensare qualcosa si imbatte nel muro e nelle parole di chi ha smesso di sognare ormai da anni e per tale motivo cerca nuovi compagni di sventura. Ancor peggio se la nostra volontà è bassa di suo, in quel caso difficilmente riusciremo a schivare le lame celate dei distruttori di sogni. Chi distrugge i sogni si nasconde sotto diverse spoglie e possiede tanti nomi. Nella sua forma più comune si fa chiamare “società”e dietro quel nome non si nasconde soltanto lui, ma milioni e milioni di persone, e tra esse ci siamo anche noi.
Ma noi ormai abbiamo dimenticato tutto, perfino che sono stati proprio i sogni i motori che hanno mosso dalla genesi del genere umano le società e l’uomo nel suo complesso. Quindi alla domanda se siamo ancora capaci di sognare, ad oggi mi sentirei di rispondere “non più”. Ma personalmente, non vorrei mai trovarmi davanti ad un foglio bianco quando un giorno mio figlio mi mostrerà il suo primo disegno, perché significa che noi abbiamo celato la fantasia fino a distruggerla del tutto.
E proprio per evitare questo incubo… IO SOGNO.

 

 

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