Comunicato da parte del Gruppo Misto

di Gruppo Misto*

Il tempo è galantuomo e comincia a presentare il conto.
Un conto salato, anzi, salatissimo che potrebbe costare caro ai Ciminnesi ed alle future
generazioni!
Vogliamo iniziare così questo comunicato indirizzato a tutta la cittadinanza.
Un comunicato che ci saremmo augurate di non dover fare mai e che contiene tutta
l’amarezza per ciò che poteva esser fatto e, invece, non si è fatto.
Esordiamo così, perché, purtroppo, cari concittadini, si è verificato quello che si temeva.
Anzi, a dire il vero, oggi, accade quello che temevamo e che abbiamo ripetuto per anni,
ovvero che, la nostra terra, quella stessa terra che “gli antichi” definivano il “Granaio della
Sicilia” è stata offesa, forse per sempre, dal momento che è arrivato quell’atteso
provvedimento che certifica, inequivocabilmente, la sventurata notizia.
Ma andiamo ai fatti.
E’ di appena qualche mese fa la notizia che “in data 14.02.2020 è stato notificato al
Comune di Ciminna, con nota n. 1/3-1/2020, dalla locale Stazione dei Carabinieri di
Ciminna, il provvedimento di sequestro preventivo senza facoltà d’uso della centrale di
compostaggio sita in Ciminna, C.da Ballaronza snc, della società Green Planet s.r.l.,” e
che, così come è scritto nell’ordinanza n.14/2020, “il canalone posto a circa mt. 15
dall’ingresso del citato edificio veniva interessato dalla presenza di abbondante liquido di
colore nero e galleggiante su di esso una sorta di polverina di colore biancastro”.
Quanto accaduto non è un fatto isolato poiché già nel 2018 un evento del genere si era
verificato.
Apprendiamo, poi, attraverso la registrazione della seduta di Consiglio comunale di giorno
14.04.2020, che la Procura della Repubblica di Termini Imerese avrebbe disposto la
chiusura del suddetto impianto, per almeno sei mesi, per la presenza di “circa 3000
tonnellate di rifiuti non trattati rinvenuti presso la Green Planet”.
La notizia è gravissima!
È finito tutto? Potremmo chiederci.
È finito un territorio? È finito il sacrificio dei nostri padri, dei nostri nonni e bisnonni,
attaccati ad una terra che dava loro pane per sé e per loro famiglie?
È finito tutto? Forse sì..!
Purtroppo, avevamo lanciato l’allarme tempo fa.
Consigli su Consigli, assemblee su assemblee, comizi su comizi.
Nacque, persino, un Comitato di salute pubblica, dissoltosi come neve al sole, come i suoi
più illustri componenti, oggi Amministratori, abili trasformisti delle idee.
Campagne elettorali su discorsi elettorali, parole su parole, firme su firme.
Un dato non si può trascurare ed è su questo che, tutti noi, dovremmo riflettere.
Già nel Dicembre del 2017, e quindi pochi mesi dopo le Amministrative del 2017, la neo
Amministrazione firmava una convenzione con la Green Planet per conferire la frazione
Forsu proprio nel contestatissimo impianto, quello stesso impianto contro cui si era
costruita un’enorme macchina da guerra da utilizzare in campagna elettorale.
Tale incomprensibile scelta, non preceduta da nessuna assemblea pubblica, chiarì,
definitivamente, quale sarebbe stato l’atteggiamento verso l’impianto, dando una picconata
alle iniziative di cittadinanza attiva che avevano caratterizzato la recente azione politica
pre-elettorale, mortificando tutte le attività svolte, chi ci credeva e tutte le circa
milletrecentosessanta persone che vi misero la faccia firmando una petizione.
Quella scelta fu solo il primo campanello d’allarme che anticipava quanto sarebbe accaduto
in seguito o, forse potremmo dire, che anticipava tutto ciò che non accadde.
Infatti, il non fare superò il fare.
Ampliamento su ampliamento, tonnellata su tonnellata, si passò dalle 9 tonnellate circa,
quantità di rifiuto trattabile e consentita secondo quanto deciso in Consiglio comunale,
alle 66 tonnellate.
Tutto ciò senza che nessuno si opponesse, tutto ciò senza nessun ricorso al TAR contro il
suddetto ampliamento, come, invece, ci saremmo aspettati e come più volte consigliammo.
Nulla venne fatto! Anzi, coloro i quali rivestivano il ruolo di componenti del Comitato di
salute pubblica, divenuti sindaco, presidente di consiglio, assessori e consiglieri,
dimenticando la parola data ai propri concittadini, da oppositori della Green Planet ne
diventarono i sostenitori più accaniti.
“La coerenza è la virtù degli sciocchi”, qualcuno ebbe a dire a qualche povera illusa che
ancora lottava per ciò in cui credeva. “Filosofie vane, quelle aventi ad oggetto la difesa di
un territorio e la tutela della salute pubblica, quando invece si deve amministrare”, a detta
di qualcuno…..!
Proprio in virtù di ciò, appena un anno dopo, esattamente nell’ottobre 2018, quella stessa
Amministrazione che era divenuta tale sulla base di un programma che aveva come
obiettivo primario la tutela di un territorio e della salute, decise di andare a conferire
esattamente in quell’impianto che aveva osteggiato in tutti i modi ed in tutti i luoghi, senza
neanche dare la possibilità ai cittadini di esprimersi attraverso uno dei più democratici
degli strumenti: il Referendum popolare.
Oggi, a causa di quella scelta, non solo si è volutamente distrutta una coalizione politica,
ma si è aperta una ferita difficilmente rimarginabile per tutti i danni che potrebbero
derivare ai terreni, alle coltivazioni, alla falda acquifera, vista “la situazione gravissima dal
punto di vista della salute pubblica ed ambientale”, come si legge nella proposta di
deliberazione allegata alla deliberazione di Giunta del 05.03.2020, pubblicata all’Albo
pretorio del Comune di Ciminna con numero di pubblicazione 340.
Certo, per i più accaniti nuovi sostenitori di quell’impianto, sarà ora molto più difficile dire
“vediamo, aspettiamo, ma intanto risparmieremo……”.
Sarà molto più difficile trovare una giustificazione alla scellerata scelta di andare a
conferire.
Sarà molto più difficile CHIEDERE SCUSA a chi è stato estromesso, semplicemente, perché
coerente.
Sarà molto più difficile dire che la difesa di un territorio sia mera filosofia.
Ora, sfidiamo chiunque a dire che la battaglia ambientale sia filosofia….
Ma oggi, un dato solo v’e da attenzionare. Ciminna ha un impianto che da 9 tonnellate è
passato in pratica a 3000 tonnellate e, per di più, neanche trattate, come si è affermato a
Consiglio chiuso in data 14.04.2020.
Altro che convenienza, altro che risparmio!
È finito tutto?
Dobbiamo aggiungere che ci saremmo aspettate, tra i tanti comunicati fatti
dall’Amministrazione in questi giorni, il comunicato più importante per il popolo
Ciminnese, ovvero che in Contrada Ballaronza vi siano 3000 tonnellate di rifiuti non
trattati, con rischio per il territorio e quel che è peggio per la salute.
Non sono certo bastevoli due parole dette il 14.04.2020, a Consiglio terminato e dichiarato
chiuso.
Sarebbe stato necessario e doveroso un comunicato ufficiale.
Abbiamo voluto attendere, dando, ancora una volta, una possibilità a chi amministra la
cosa pubblica, di parlare, di dire la verità, di INFORMARE LA GENTE.
E invece nulla. Silenzio totale.
Dal 14.04.2020 ad oggi, nessun comunicato ufficiale alla cittadinanza.
Noi riteniamo, invece, che dopo ogni dato relativo alla pandemia in atto, questa notizia
andasse data PRIMA di ogni altra notizia, PRIMA di ogni comunicazione relativa a
fantomatici cantieri, PRIMA di servizi fotografici di ogni sorta.
Dire la Verità era un atto dovuto a tutta quella gente che nel lontano 2017 votò dando un
enorme consenso ad una compagine politica che alla base aveva la DIFESA DI UN
TERRITORIO e che aveva visto nascere coalizioni politiche mai nate prima di allora,
esclusivamente per questo progetto.
Non lo dimentichi qualcuno!
Vedete concittadini che cosa è significato non indignarsi davanti all’ autoritaria scelta di
qualcuno!?
Vedete quali danni ha determinato il silenzio assordante sulle scelte che, invece, dovevano
generare prese di posizioni decise e nette!?
Restano, però, battaglie condotte con ferma coerenza, le migliori!
Ancora una volta, alla tutela della salute ed alla tutela di una terra si preferì accettare la
promessa di uno sgravio Tari; il falso miraggio di un risparmio di quattro soldi e che ormai
sarebbe, comunque, intriso di amarezza per tutto ciò che si poteva fare e non si è fatto.
E ci chiediamo, dunque, quanto valga un territorio sano. Qual è la cifra che ci potrebbe
ricompensare per eventuali danni subiti? A cosa serve, ora, la nomina di un legale esperto
in diritto ambientale da parte dell’Amministrazione?…
A cosa servono le vane parole, i salti carpiati di certa gente, ora che andremo a conferire
altrove pagando più di 100 euro a tonnellata?
Oltre al danno anche la beffa, potremmo dire!
Dov’ è stato finora, chi, con forza, in una calda sera di ottobre, decise il conferimento?
Dove?
Peccato che, anche grazie a questa scelta, ci troviamo in questa sventurata situazione.
È facile, ora, esordire dicendo “è colpa della Regione che autorizzò”.
E’ facile, ora, affermare “a noi sta a cuore il nostro territorio”.
E’ facile, ora che il danno è fatto, promettere “noi ci attiveremo”.
È facile, ora che un progetto politico è andato distrutto, esclamare “noi abbiamo avuto
sempre a cuore il bene del paese”
È facile, molto facile, ma è anche scorretto, grave e non ammissibile di attenuante alcuna
parlare, ancora oggi, di “salotto buono”. Sa di beffa!
Non lo possiamo e non lo vogliamo accettare.
Non lo possiamo consentire dal momento che avevamo scritto e sottoscritto un programma
elettorale che aveva come slogan “INNANZITUTTO CIMINNA. MAI PIU’ SPAZZATURA E
ANTENNE CHE ARRECANO DANNO!”.
Non abbiamo deciso noi di andare a conferire dopo aver fatto della battaglia ambientale
campagna elettorale.
Ora, sappiamo che, per qualcuno, quelle parole dette durante la campagna elettorale erano
solo vuote parole. Nulla di più!
Chi ha tradito, dunque di fatto, l’impegno assunto durante la campagna elettorale? Certo,
non noi!
All’esito di una tale clamorosa notizia, lo ribadiamo, chi di dovere, ne avrebbe dovuto dare
comunicazioni alla cittadinanza ed avrebbe dovuto, ancor prima, prendere tutte le
precauzioni e le misure anche strutturali che consentissero di tenere sotto controllo la
situazione.
Forse, anche su questo, qualcuno proverà a giustificarsi prendendosela ora con la Regione,
ora con questo o quell’altro Ente, ora con chi lo ha preceduto.
A nostro avviso, è sotto gli occhi di ognuno quanto tutto questo sia incomprensibile ed
incoerente.
Noi abbiamo fatto questa battaglia anche per troppo tempo, ci abbiamo messo il cuore e
riteniamo, con animo sereno, di avere fatto sempre e soltanto il nostro dovere per il bene e
nell’interesse della comunità.
Ci ha confortato solo la vicinanza e la solidarietà del popolo tradito.
Il Palazzo, invece, è stato sordo!
Il Palazzo è stato anche muto con Voi cittadini!
Noi, in nome della trasparenza, con questo comunicato vi stiamo informando.


*Le consigliere comunali
Sara Urso Miano
Angela Lazzara

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