{"id":10876,"date":"2022-01-17T11:55:58","date_gmt":"2022-01-17T10:55:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.agoraciminna.it\/ago\/?p=10876"},"modified":"2022-01-17T12:48:03","modified_gmt":"2022-01-17T11:48:03","slug":"i-santi-ra-nivi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.agoraciminna.it\/ago\/2022\/01\/17\/i-santi-ra-nivi\/","title":{"rendered":"I Santi r\u00e2 nivi"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Vito Lazzara<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large\"><img data-attachment-id=\"10877\" data-permalink=\"http:\/\/www.agoraciminna.it\/ago\/2022\/01\/17\/i-santi-ra-nivi\/s-lucia-ciminna\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/S.-Lucia-Ciminna.jpg?fit=150%2C200\" data-orig-size=\"150,200\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"S.-Lucia-Ciminna\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/S.-Lucia-Ciminna.jpg?fit=150%2C200\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/S.-Lucia-Ciminna.jpg?fit=150%2C200\" loading=\"lazy\" width=\"150\" height=\"200\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/S.-Lucia-Ciminna.jpg?resize=150%2C200\" alt=\"\" class=\"wp-image-10877\" data-recalc-dims=\"1\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Un freddo secco entra pian pianino nelle fessure dei cappotti e nelle gonne portate dalle donne rigorosamente sotto le ginocchia: sembra uno spillo che punge delicatamente la pelle delle signore che vanno a fare&nbsp;<em>u viaggiu<\/em>&nbsp;a Santa Lucia. Siamo quasi all\u2019imbrunire e mentre molti uomini tornano dalla campagna manovrando con equilibrio un motozappa carico di olive, alcuni ragazzi sono impegnati, sotto la guida di un anziano, nel&nbsp;<em>mpustari a vampa<\/em>, cio\u00e8, nel sistemare la legna per un fal\u00f2 in onore della Santa. L\u2019ordine di sistemazione della vampa si basa sull\u2019infiammabilit\u00e0 della legna: prima la paglia, poi alcune fascine di tralci di vite messi a mo\u2019 di capanna e infine le ramaglie.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><img data-attachment-id=\"10878\" data-permalink=\"http:\/\/www.agoraciminna.it\/ago\/2022\/01\/17\/i-santi-ra-nivi\/s-lucia-ciminna-2\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/S.-Lucia-Ciminna-2.jpg?fit=240%2C320\" data-orig-size=\"240,320\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"S.-Lucia-Ciminna-2\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/S.-Lucia-Ciminna-2.jpg?fit=225%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/S.-Lucia-Ciminna-2.jpg?fit=240%2C320\" loading=\"lazy\" width=\"240\" height=\"320\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/S.-Lucia-Ciminna-2.jpg?resize=240%2C320\" alt=\"\" class=\"wp-image-10878\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/S.-Lucia-Ciminna-2.jpg?w=240 240w, https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/S.-Lucia-Ciminna-2.jpg?resize=225%2C300 225w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Come nel resto della Sicilia, anche a Ciminna \u00e8 viva una forte devozione per questa Santa, conterranea e protettrice della vista. In questo centro, tale festa insieme a quella di&nbsp;<em>Sant\u2019Antoni<\/em>, San Antonio Abate (17 gennaio),&nbsp;<em>Sammastianu<\/em>, San Sebastiano (20 gennaio),&nbsp;<em>San Mrasi<\/em>, San Biagio, (3 febbraio) e&nbsp;<em>Santa Ati<\/em>, Sant\u2019Agata (5 febbraio) per il fatto che cadono nel periodo invernale vengono chiamati con il nome di&nbsp;<em>Santi r\u00e2 nivi<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p>Come per la ricorrenza di Santa Lucia, \u00e8 usanza per queste feste accendere delle&nbsp;<em>vampe<\/em>; negli ultimi anni, per\u00f2, per la festivit\u00e0 di San Biagio e per quella di Sant\u2019Agata che delle cinque sono considerate le feste minori, non vengono pi\u00f9 fatte. La semplicit\u00e0, a mio giudizio, \u00e8 la nota che caratterizza queste ricorrenze. Preludio della festa che arriva \u00e8 innanzitutto il suono delle campane. Esse vengono suonate a mezzogiorno e all\u2019Ave Maria della vigilia.&nbsp;<a href=\"https:\/\/2.bp.blogspot.com\/_aNDku64OqQo\/TQqTpopkwBI\/AAAAAAAAB6U\/LrXmkM8xNnU\/s1600\/assunta+009.jpg\"><\/a>Si \u00e8 soliti, fare sfilare nel pomeriggio della vigilia il tamburo; il tamburinaio molto spesso viene pagato da una devota e addirittura chiamato dalla medesima. I pi\u00f9 sbadati chiedono al suonatore il motivo di quel frastuono con tipiche domande: \u00ab<em>Chi \u00e8 chi c\u2019\u00e8?<\/em>&nbsp;(segue il nome del tamburinaio) \u00bb il quale risponde: \u00abSanta Lucia\u00bb, \u00abSan Mrasi\u00bb, ecc\u2026La conversazione si chiude l\u00ec, in quanto anche lo smemorato che vuole partecipare alle azioni liturgiche sa che esse si svolgono sempre nel medesimo orario.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno dopo, infatti, alle ore dieci viene celebrata una Messa nella chiesa dove \u00e8 custodita l\u2019immagine del Santo o della Santa; la chiesa, quindi, rimane aperta fino al tramonto per consentire ai fedeli la visita al loro Santo devoto. Alla comunit\u00e0 si continua a ricordare il giorno di festa facendo girare nuovamente il tamburo verso le nove del mattino. Il suonatore di tamburo compie il suo giro mattutino concludendolo davanti la chiesa. In quel luogo egli arriva poco prima della consacrazione; allora per quel momento egli esegue due rulli di tamburo che annunziano l\u2019elevazione dell\u2019ostia e del calice; infine, attende il termine della messa allietando la gente che lascia il tempio con il suo suono.<\/p>\n\n\n\n<p>I fedeli, inoltre, vengono chiamati a rendere omaggio al santo dalla voce delle campane, suonate per l\u2019intera giornata a scadenze di circa un\u2019ora. La sera si conclude la giornata speciale di preghiera con la benedizione. La benedizione pu\u00f2 essere con il SS. Sacramento o quando non \u00e8 conservato in quella chiesa, essa avviene con la reliquia del santo. La reliquia, rimasta per l\u2019intera giornata a bella vista per la venerazione dei fedeli, alla fine del rito viene presa dal sacerdote e fatta baciare a tutti i presenti.&nbsp;Durante il rito del bacio, possono essere cantati, nel caso in cui la tradizione lo permetta, inni e lodi al Santo. Quando la funzione liturgica volge al termine, i ragazzi accendono la&nbsp;<em>vampa<\/em>&nbsp;per far s\u00ec che essa si trovi al massimo della sua combustione durante l\u2019uscita dei fedeli dalla chiesa. La piazza antistante la chiesa si riempie di persone, soprattutto uomini che stanno attorno al fuoco a scaldarsi, ma anche a chiacchierare del pi\u00f9 e del meno. Forse non \u00e8 tanto educato origliare, ma sin da piccolo sono stato attirato da quello che le persone dicono e quando si incontrano attorno alla&nbsp;<em>vampa<\/em>&nbsp;e durante le fiere. Si parla del pi\u00f9 e del meno: \u00ab<em>Finisti cu l\u2019alivi?<\/em>\u00bb; ma si pu\u00f2 anche iniziare un<em>&nbsp;negoziu<\/em>, cio\u00e8 iniziare un affare per la compravendita di terreni e case: \u00ab<em>Ti l\u2019a bbinniri u tirrenu a Lauru?<\/em>\u00bb. La sosta accanto alla vampa diventa un\u2019occasione per confrontarsi e per rinsaldare i rapporti di vicinato sotto la protezione del santo e il calore di \u201cfratello\u201d fuoco.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img data-attachment-id=\"10879\" data-permalink=\"http:\/\/www.agoraciminna.it\/ago\/2022\/01\/17\/i-santi-ra-nivi\/ciminna-i-divuzioni\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Ciminna-i-divuzioni.jpeg?fit=1080%2C1920\" data-orig-size=\"1080,1920\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Ciminna-i-divuzioni\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Ciminna-i-divuzioni.jpeg?fit=169%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Ciminna-i-divuzioni.jpeg?fit=576%2C1024\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Ciminna-i-divuzioni.jpeg?resize=167%2C297\" alt=\"\" class=\"wp-image-10879\" width=\"167\" height=\"297\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Ciminna-i-divuzioni.jpeg?resize=576%2C1024 576w, https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Ciminna-i-divuzioni.jpeg?resize=169%2C300 169w, https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Ciminna-i-divuzioni.jpeg?resize=768%2C1365 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Ciminna-i-divuzioni.jpeg?resize=864%2C1536 864w, https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Ciminna-i-divuzioni.jpeg?w=1080 1080w\" sizes=\"(max-width: 167px) 100vw, 167px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>\u00c9 usanza per le medesime ricorrenze che le massaie preparino&nbsp;<em>i divuzioni<\/em>. Quest\u2019ultime vengono preparate e offerte da persone che devono sciogliere un voto con il santo o la santa, e in base al tipo di&nbsp;<em>prummisioni<\/em>, la donazione pu\u00f2 durare solo per quell\u2019anno o per tutta la vita. Di come&nbsp;<em>i divuzioni<\/em>&nbsp;vengono preparati ce ne informa a za Maruzza Cassata: \u00ab<em>Su comu viscuttedda, fatti ri farina, acqua e tanticchia ri sali, un si cci metti per\u00f2 ne criscenti e mancu levitu ri birra<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ingrediente principale \u00e8 la farina di semola di grano duro impastata con acqua a cui viene aggiunto un pizzico di sale. I\u00a0<em>divuzioni<\/em>, quindi, realizzati in varie forme in base alla fantasia delle donne, sistemate in una teglia venivano, infine, cotti al forno. Un tempo per la cottura veniva adoperato il forno a legna, mentre oggi si tende a portarli dal fornaio o addirittura per i piccoli quantitativi anche a cuocerli a casa. Qualche donna anticamente non li cuoceva neppure, ma li lasciava asciugare all\u2019aria.\u00a0<em>I divuzioni<\/em>\u00a0possono assumere le forme pi\u00f9 svariate ma in base alla festivit\u00e0 vengono ricreati, secondo l\u2019immaginario collettivo:\u00a0<em>l\u2019occhi ri Santa Lucia<\/em>\u00a0e\u00a0<em>u cannarozzu ri San Mrasi<\/em>. Vito Graziano ricorda nel suo libro \u00ab[\u2026] di\u00a0<em>divuzioni<\/em>\u00a0fatti di varie forme fra le quali quelle di maiali e fiamme per Sant\u2019Antonio\u00bb (Graziano 1936: 68). Assai curioso \u00e8 sottolineare come nei giorni che precedono tale festivit\u00e0, la persona che deve fare\u00a0<em>i divuzioni<\/em>\u00a0chiami per essere aiutata le donne del vicinato; assieme per ore o addirittura per un\u2019intera giornata stanno sedute a lavorare con la schiena piegata su\u00a0<em>i scannatura<\/em>\u00a0&#8211; ripiani in legno -. Possiamo immaginare l\u2019atmosfera che si respira in queste occasioni dove si trovano insieme decine di donne. Quest\u2019anno grazie all\u2019aiuto di un mio amico sono riuscito ad intrufolarmi in una abitazione dove si facevano\u00a0<em>i divuzioni<\/em>. Ho potuto assaporare la gioia dello stare insieme di molte donne; in quella casa, infatti, com\u2019\u00e8 usuale nei paesi si\u00a0<em>sparrava<\/em>, si spettegolava, ma anche si scherzava e perfino si pregava: una donna stava con la corona in mano a recitare il rosario.\u00a0<em>I divuzioni<\/em>, prima dell\u2019inizio della messa, vengono portati in chiesa dal fedele che deve sciogliere il voto aiutato se ne \u00e8 il caso da qualche vicina che l\u2019ha coadiuvato nella realizzazione. Arrivati nel tempio sacro si dirigono in sacrestia dove il sacerdote li benedice. <\/p>\n\n\n\n<p>Infine,\u00a0<em>i divuzioni<\/em>\u00a0verranno affidate al sacrista o a qualche persona anziana del vicinato il quale prendendone a piccoli quantitativi dalla sacrestia li porta al\u00a0<em>vanchiteddu<\/em>. Si tratta di un piccolo tavolo posizionato all\u2019ingresso della chiesa dove i devoti lasciano le loro offerte in denaro. Sul tavolino viene sistemato un vassoio o un cestino in vimini che servono per la raccolta del denaro, attorno al paniere vengono poggiate delle immaginette del santo. Ornano il ripiano una statuetta in legno o in terracotta di manifattura molto antica raffigurante il santo e due candele posizionate ai suoi lati. Un fedele qualsiasi, quindi, arrivato in chiesa lascia la sua offerta nel cestino prende un santino e riceve dal uomo posto dietro il tavolo delle\u00a0<em>divuzioni<\/em>. Esse vengono solitamente date in proporzione dell\u2019offerta: l\u2019occhio furbo dell\u2019uomo con discrezione, infatti, sbircia la cifra lasciata. Anche le stampe di una certa grandezza, posizionate solitamente sotto il vassoio vengono sempre donate in base all\u2019offerta.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img data-attachment-id=\"10880\" data-permalink=\"http:\/\/www.agoraciminna.it\/ago\/2022\/01\/17\/i-santi-ra-nivi\/palluna_013\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/palluna_013.jpg?fit=384%2C512\" data-orig-size=\"384,512\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"palluna_013\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/palluna_013.jpg?fit=225%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/palluna_013.jpg?fit=384%2C512\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/palluna_013.jpg?resize=259%2C345\" alt=\"\" class=\"wp-image-10880\" width=\"259\" height=\"345\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/palluna_013.jpg?w=384 384w, https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/palluna_013.jpg?resize=225%2C300 225w\" sizes=\"(max-width: 259px) 100vw, 259px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Una piccola nota, attinente queste feste, ha come protagonista Pietro Ulmo, meglio conosciuto come&nbsp;<em>Petru Sosizza<\/em>. Era un uomo molto semplice, residente a Mezzojuso, si guadagnava da vivere girando per le feste nei paesi del circondario, scomparso una decina di anni addietro, in un incidente d\u2019auto sulla Palermo-Agrigento mentre si recava in una delle sue solite feste. L\u2019attrattiva principale del&nbsp;<em>mezzojusaro<\/em>&nbsp;era il volo di&nbsp;<em>palluna<\/em>, dei palloni aerostatici. Quest\u2019ultimi consistevano in manufatti realizzati con un anima in fil di ferro e ricoperti di carta velina. Essi potevano assumere forme diverse: quella della mongolfiera o anche della testa di gallo. Nella parte inferiore della piccola struttura veniva posizionato sempre con l\u2019aiuto dei fili di ferro della bambagia o comunque del materiale infiammabile cosparso di alcool. Una volta acceso, il piccolo fuoco consumando ossigeno e rilasciando anidride carbonica permetteva al&nbsp;<em>palluni<\/em>&nbsp;di librarsi in aria fra le acclamazioni dei grandi e la gioia dei piccoli. Non mancavano per\u00f2 delle persone che spesso per fare innervosire&nbsp;<em>u zuPetru<\/em>&nbsp;bucavano i&nbsp;<em>palluna<\/em>. Questo avendo uno sfiato non riusciva ad alzarsi in aria per cui spesso si rideva e ci si divertiva pi\u00f9 per i nervi e la bile che faceva il pover uomo che per il volo del&nbsp;<em>palluni<\/em>.&nbsp;<em>U zu Petru<\/em>&nbsp;si dilettava nel comporre poesie o strofe in onore del Santo. Esse venivano scritte in fogli di carta riciclata e attaccati nei muri delle vie che conducevano alla chiesa. Una di queste, leggibile fino a qualche anno fa portava scritto:&nbsp;<em>Onoriamo fu centurione romano San Sebastiano<\/em>. Tuttavia il suo mestiere ufficiale che giustificava la presenza in una festa era quello di&nbsp;<em>tammurinaru<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019interno di queste ricorrenze oltre ai tratti comuni, sopra ampiamente descritti, vi sono delle pratiche specifiche che caratterizzano quel santo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img data-attachment-id=\"10889\" data-permalink=\"http:\/\/www.agoraciminna.it\/ago\/2022\/01\/17\/i-santi-ra-nivi\/wp-16411201526132673356080519201122-jpg\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/wp-16411201526132673356080519201122.jpg?fit=720%2C960\" data-orig-size=\"720,960\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"wp-16411201526132673356080519201122.jpg\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/wp-16411201526132673356080519201122.jpg?fit=225%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/wp-16411201526132673356080519201122.jpg?fit=720%2C960\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/wp-16411201526132673356080519201122.jpg?resize=231%2C308\" alt=\"\" class=\"wp-image-10889\" width=\"231\" height=\"308\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/wp-16411201526132673356080519201122.jpg?w=720 720w, https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/wp-16411201526132673356080519201122.jpg?resize=225%2C300 225w\" sizes=\"(max-width: 231px) 100vw, 231px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>A San Antonio viene comunemente affidata la protezione degli animali: un tempo, infatti, quando la presenza di bestie era numerosissima veniva portata in chiesa un po\u2019 di\u00a0<em>pruvenna<\/em>; consiste in una razione di cibo composta da fave e avena solitamente data a ovini, caprini, mucche, asini e muli. La\u00a0<em>pruvenna<\/em>\u00a0veniva benedetta dal sacerdote e in seguito data in cibo agli animali in piccole quantit\u00e0[1].<\/p>\n\n\n\n<p><span class=\"has-inline-color has-white-color\">.<\/span><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img data-attachment-id=\"10882\" data-permalink=\"http:\/\/www.agoraciminna.it\/ago\/2022\/01\/17\/i-santi-ra-nivi\/sebast_006\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Sebast_006.jpg?fit=640%2C480\" data-orig-size=\"640,480\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Sebast_006\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Sebast_006.jpg?fit=300%2C225\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Sebast_006.jpg?fit=640%2C480\" loading=\"lazy\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Sebast_006.jpg?resize=640%2C480\" alt=\"\" class=\"wp-image-10882\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Sebast_006.jpg?w=640 640w, https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Sebast_006.jpg?resize=300%2C225 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img data-attachment-id=\"10881\" data-permalink=\"http:\/\/www.agoraciminna.it\/ago\/2022\/01\/17\/i-santi-ra-nivi\/sebast_063\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Sebast_063.jpg?fit=341%2C512\" data-orig-size=\"341,512\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Sebast_063\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Sebast_063.jpg?fit=200%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Sebast_063.jpg?fit=341%2C512\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Sebast_063.jpg?resize=186%2C279\" alt=\"\" class=\"wp-image-10881\" width=\"186\" height=\"279\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Sebast_063.jpg?w=341 341w, https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Sebast_063.jpg?resize=200%2C300 200w\" sizes=\"(max-width: 186px) 100vw, 186px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Tratto caratteristico della festa di San Sebastiano \u00e8 la distribuzione di arance: le arance sostituiscono&nbsp;<em>i divuzioni<\/em>&nbsp;delle altre feste, esse per\u00f2 non rappresentano uno scioglimento di voti da parte del fedele ma vengono acquistate dal rettore della chiesa. Si distribuisce questo frutto perch\u00e9 secondo la tradizione San Sebastiano sub\u00ec il martirio legato ad un arancio. Le arance vengono anche utilizzate per adornare una tela raffigurante San Sebastiano e la nicchia dove solitamente viene custodita l\u2019effige del Santo, volendo cos\u00ec ricreare la chioma dell\u2019albero che serv\u00ec ai carnefici per saettarlo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img data-attachment-id=\"10883\" data-permalink=\"http:\/\/www.agoraciminna.it\/ago\/2022\/01\/17\/i-santi-ra-nivi\/san_biagio_sant\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/san_biagio_sant.jpg?fit=275%2C500\" data-orig-size=\"275,500\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"san_biagio_sant\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/san_biagio_sant.jpg?fit=165%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/san_biagio_sant.jpg?fit=275%2C500\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/san_biagio_sant.jpg?resize=128%2C233\" alt=\"\" class=\"wp-image-10883\" width=\"128\" height=\"233\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/san_biagio_sant.jpg?w=275 275w, https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ago\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/san_biagio_sant.jpg?resize=165%2C300 165w\" sizes=\"(max-width: 128px) 100vw, 128px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/1.bp.blogspot.com\/_aNDku64OqQo\/TQc2W6N96wI\/AAAAAAAAB48\/jNhPNANT_dE\/s1600\/san_biagio_sant.jpg\"><\/a>San Biagio, protettore della gola, ha come tratto specifico la benedizione dell\u2019apparato vocale. Il sacerdote terminata la liturgia prende due candele ed incrociandole come a formare una X le posiziona in mezzo al collo del fedele implorando la benedizione del Santo.Alcune filastrocche, poi, si recitano in questo periodo:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Sant\u2019Antoni u peri mi lori<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>c\u2019\u00e8 la nivi e nun pozzu viniri,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>vui m\u2019aviti a perdunari<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>si un vi vegnu a visitari<\/em>[2]<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Una variante, invece, cos\u00ec recita:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Sant\u2019Antoni u peri mi lori<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>c\u2019\u00e8 la nivi e nun pozzu viniri,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>metti un peri ncapu un canali<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Sant\u2019Antoni ti fa passari<\/em>.[3]<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 veniva pronunziato dalla gente che per motivi vari, intemperie o malattie, non poteva accorrere alla chiesa del santo per venerarlo.Un&#8217;altra filastrocca recita in questo modo:<\/p>\n\n\n\n<p><em>A li rui la canilora<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>a li tri la brasilora<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>a li scincu l\u2019atilora,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>tutti li festi su passati.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Arrispunni Santa Mattia:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abQuannu veni la festa mia?\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abCa tu picch\u00ec rurmii\u00bb<\/em>.[4]<\/p>\n\n\n\n<p>Essa vuole significare appunto, che le feste riguardanti&nbsp;<em>i Santi r\u00e2 nivi<\/em>&nbsp;sono finite.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella cornice di questi molteplici festeggiamenti non possono mancare innumerevoli canti e molte preghiere che il popolo ciminnese eleva al Santo protettore nel giorno della sua festa. Ricchi di pia saggezza sono qui di seguito raccolti, testimoni di un fervore profondo e riverente.<\/p>\n\n\n\n<p><br>NOTE:<br>[1]&nbsp;In altre localit\u00e0 della Sicilia si \u00e8 soliti, invece, benedire gli animali stessi (Cfr Buttitta 1999, p.32). A Ciminna la benedizione delle bestie veniva un tempo effettuata il giorno dell\u2019Ascensione (cfr. all\u2019interno di questo lavoro il capitolo \u201cPassione Morte e Resurrezione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>[2]&nbsp;San Antonio il piede mi duole\/ c\u2019\u00e8 la neve e non posso venire\/ voi mi dovete perdonare\/ se non vi vengo a visitare.<\/p>\n\n\n\n<p>[3]&nbsp;San Antonio il piede mi duole\/ c\u2019\u00e8 la neve e non posso venire\/ metti un piede sul canale\/ San Antonio ti fa passare.<\/p>\n\n\n\n<p>[4]&nbsp;Alle due la candelora\/ alle tre la brasilora\/ alle cinque l\u2019atilora\/ tutte le feste sono passate.\/ Risponde San Mattia:\/ \u00abQuando viene la festa mia?\u00bb,\/ \u00abE tu perch\u00e9 dormivi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a9 Riproduzione Riservata<\/p>\n\n\n\n<p>*<em><a href=\"https:\/\/agoraciminna.blogspot.com\/2010\/12\/i-santi-ra-nivi.html\">dagli archivi di Agor\u00e0 Ciminna dicembre 2010<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Vito Lazzara Un freddo secco entra pian pianino nelle fessure dei cappotti e nelle gonne portate dalle donne rigorosamente sotto le ginocchia: sembra uno spillo che punge delicatamente la pelle delle signore che vanno a fare&nbsp;u viaggiu&nbsp;a Santa Lucia. 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