La parola Triunfu

La parola Triunfu1

di Domenico Passantino

Il trionfo nell’antica Roma consisteva in un corteo formato dalle truppe vittoriose con alla testa il triumphator, il trionfatore che, partendo da campo Marzio, entrava in Roma attraverso la Porta Triumphalis. Al momento culminante del Trionfo per tradizione, lo schiavo che teneva l’alloro della vittoria sulla testa del generale gli sussurrava nell’orecchio: Memento mori! Memento te hominem esse! Respice post te! Hominem te esse memento! «Ricordati del morire! Ricorda che sei un uomo! Guarda dietro di te! Sei un uomo, ricordalo!»

In qualche manoscritto di Varrone (II sec. a.C.) e nel testo del carmen Arvale2 si trova scritto triumpus con p, che ha fatto pensare agli studiosi ad un composto di tri– per ter, tre volte e pus per pes, piede e quindi alcuni intendono come danza trionfale di tre passi3.

Più verosimile e corretta è l’ipotesi di un’origine dal greco qrivambo~, thriambos, una processione in onore del dio Dioniso-Bacco4, nonché un inno al dio stesso ed anche un suo epiteto, come testimonia lo storico Diodoro Siculo:

Θρίαμβον δ’ ατν νομασθναί φασιν π το πρτον τν μνημονευομένων καταγαγεν π τς στρατείας θρίαμβον ες τν πατρίδα, τν ξ νδν ποιησάμενον πάνοδον μετ πολλν λαφύρων.

«Dicono che viene chiamato (sc. Dioniso) Thriambos perché era stato il primo tra quelli ricordati di avere riportato un trionfo, (thriambos), nel ritorno dalla spedizione militare in patria, il ritorno fatto dall’India con molti bottini».

 La parola qrivambo~, thriambos, dovrebbe essere collegata al verbo qrevomai, thréomai, che vuol dire urlo, faccio schiamazzi, da cui qovrubo~, thorubos, chiasso.

Interessante anche un collegamento con il verbo qriavzw, thriàzo, che vuol direessere invasato.

Così il nostro “triunfu” ha tutte le carte in regola (per lo meno in base alle leggi delle parole!) per essere anche, come spesso si dice senza averne coscienza etimologica, una festa del vino (Dioniso-Bacco-thriambos), del chiasso (thorubos, threomai) e dell’essere invasati (thriàzo).

note:

1 Per la storia folkloristica e religiosa v. http://agoraciminna.blogspot.it/2010/12/cenni-storici-sulla-manifestazione.html opera di Giuseppe Cusmano

2 CIL= Corpus Inscriptionum Latinarum, I p.369.

3 Lo stesso Varrone in De lingua Latina, VI 68 dice: Triumphare appellatum, quod cum imperatore milites redeuntes clamitant per Urbem in Capitolium eunti ‘Io triumphe’; id a qriambw ac Graeco Liberi cognomento potest dictum .«Thriumphare è stato chiamato così perché i soldati che ritornano con l’imperatore gridano per la Città andando al Campidoglio “iò thiumphe”; ciò può essere stato detto da qriambw, un soprannome greco di Libero». Libero è altro epiteto di Dioniso. Iò thriumphe corrisponderebbe al nostro grido di giubilo Evviva!

4 Un alto inno corale in onore di Bacco era il ditirambo. Il termine διθύραμβος, dithurambos, di etimologia incerta, simile nella forma a thriambos, compare per la prima volta nel frammento 77 di Archiloco che lo indica come quel “canto a Dioniso” che viene intonato sotto l’ispirazione del vino.

5 Replies to “La parola Triunfu”

  1. In diversi centri siciliani, la festività dell’Immacolata è caratterizzata alla vigilia da veglie notturne, falò, fiaccolate e dal consumo di pietanze tradizionali… e come ipotizzava mons M. Sarullo tali usanze potrebbero trarre origine dal concilio di Efeso del 431 d.c.
    Il nostro triunfu presenta elementi unici i quali non si spiegherebbero con un cosi elementare accostamento.A parte gli orari (4.00) che grosso modo coincidono con i fatti di quella notte del 1781, risulta indicativo il fatto che esso si svolge il sabato ( e non la vigilia..) successivo all’8 dicembre.. e guarda caso un sabato era quella lontana notte. Credo che la tradizione orale anche se non supportata da documenti storici non debba essere interpretata a nostro piacimento, ma attentamente considerata e analizzata.

  2. Invasati non inavati alla fine. Salvatore carissimo, il mio non vuole essere “un banale accostamento”, ma uno studio etimologico sulla paola triunfu. Lo studio folkloristico e religioso lo lascio a chi è più esperto di me in tale campo, come lo sei tu. Ciao

  3. Non penso assolutamente di aver criticato o sminuito il tuo studio etimologico… Ho solamente approfittato dello spazio che ha messo a disposizione agorà per il tuo articolo, per esprimere da ciminnitu il mio parere su l’origine di questa tradizione ( inerente all’argomento), non ritenendola derivata da quanto verificatosi ad Efeso.
    Se ciò ha creato equivoci o incomprensione me ne scuso. Ciao.

  4. Io penso che Domenico non abbia scritto per spiegare le origini della festa, ci ha solo descritto una curiosità sul fatto etimologico. Leggendo l’articolo capiamo perché si chiama Triunfu e non semplicemente festa della madonnina o come in molti paesi “Immaculatedda”. Capiamo anche perchè sono in molti a descriverla come una festa pagana, dato che ha tutte le analogie con quel tipo di festa.

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