Ciminna Compost, liquido di colore nero nelle vicinanze dell’impianto. Disposto il sequestro.

di Agorà Ciminna

Nuove preoccupazioni per i cittadini di Ciminna sulle ricadute ambientali del centro di compostaggio di sottoprodotti organici, con recupero energetico di biogas, gestito dalla Green Planet, in contrada Ballaronza. I Carabinieri di Ciminna lo scorso 14 febbraio 2020 hanno disposto il sequestro dopo aver riscontrato la presenza di un liquido di colore nero posto nelle vicinanze dell’impianto di compostaggio.

Il Comune di Ciminna, ha interdetto a tempo indeterminato mediante opposizione di paletti e rete di recinzione di tutto il canalone interessato. Si attende l’esito di ulteriori controlli che sta effettuando la Città Metropolitana direzione controllo e prevenzione ambientale e l’Arpa al fine di valutare le azioni successive.

“L’Amministrazione Comunale – si legge nella pagina facebook Amministrazione Barone Informa – sempre attenta alla tutela del territorio, dell’ambiente e della salute, a seguito di controlli periodici e costanti che sono stati effettuati sull’impianto in questione, visto il sequestro preventivo senza la facoltà di uso della centrale di compostaggio “Ciminna Compost” effettuato dalla stazione dei CC, ha emesso tale ordinanza sindacale”.

Si teme che tali sversamenti possano contaminare i terreni limitrofi dove insistono allevamenti e coltivazioni di ortaggi i cui prodotti vengono venduti sia nel mercato locale che esportati all’estero, in particolare in Inghilterra. Ma soprattutto il timore più grande è che possano inquinare le acque. Il sito, infatti, si trova nei pressi del torrente Azziriolo, affluente del fiume San Leonardo, che si immette nel Lago Rosamarina principale fonte di approvvigionamento idrico della città di Palermo e di molti altri centri della provincia.

Sui nuovi fatti di cronaca è intervenuta anche la consigliera comunale Sara Urso Miano attraverso un post su facebook che alleghiamo integralmente.

“La questione Green Planet – scrive la consigliera Urso Miano su facebook – per molti sembrava accantonata, superata.
Quella famosa assemblea cittadina in cui si paleso’ la mia posizione circa la contrarietà al conferimento a Green Planet era ormai finita nel dimenticatoio.
Il Vicesindaco Sara Urso Miano non era più un problema perché dimessosi e dunque non più presenza scomoda in Giunta.
Ormai il semaforo era verde.
Molti, finalmente potevano coccolarsi quella che loro stessi definivano “figlia propria”, appunto la Green Planet.
Molti, dopo aver raccontato ai Cittadini Ciminnesi, che avrebbero risparmiato 4 SOLDI, ritenevano di essersela cavata dopo un triplo o forse quadruplo salto mortale che li aveva visti da paladini dell’ambiente ai più accaniti fautori del conferimento .
Poi, vi erano anche coloro i quali dicevano e “vabbè ma una volta che la Green Planet c’è tanto vale che ci conferiamo…. “e tanti tanti altri che, invece, si sono girati dall’altra parte facendo finta di non sentire e di non vedere perché magari poi un domani si può avere bisogno dell’amministrazione e quindi è meglio non parlare.
Oggi, purtroppo, leggo ed apprendo ciò che non avrei mai voluto leggere, sentire, sapere, ovvero il pericolo serio che da quell’impianto che sorge sul NOSTRO TERRITORIO, possa essere fuoriuscito del liquido altamente inquinante.
Penso ai terreni, gli allevamenti, ai proprietari terrieri, penso alle battaglie fatte per tantissimi anni dalla sottoscritta, alla fatica, alle amarezze prese per tutelare un territorio, al fatto di aver scelto le dimissioni per coerenza, ai tantissimi tentativi di fare capire alla gente il pericolo che tutti correvamo, per fare capire ai cittadini che risparmiare qualche soldo era nulla rispetto al rischio che si correva e che si corre.
Ma il Dio denaro gridò più forte e, tutti, dimenticarono battaglie, terreni, salute pubblica, rischio inquinamento. Nulla.
E cosa ne rimaneva e ne rimane di quella battaglia?
Nulla. Un comitato di salute pubblica dissoltosi, 1300 firme gettate nella spazzatura, famiglie distrutte, un popolo preso in giro, imbrogliato ed oggi un sequestro della stessa Green Planet e quel che peggio e che fa orrore un territorio probabilmente devastato.
Questo è rimasto, questo è rimasto a causa dell’arroganza, dell’incoerenza, dell’opportunismo politico e dell’indifferenza di molti che all’indignazione, alla coerenza, alla onestà intellettuale hanno, invece, preferito i trenta denari ……!!!”

In passato la nascita di questo impianto di compostaggio e l’ipotetica nascita di un secondo impianto di smistamento di rifiuti insistente nella stessa zona denominato Arrow Bio aveva già acceso i riflettori della politica locale e di alcuni cittadini che si erano costituiti in Comitato di Salute Pubblica. Scorrendo le pagine del nostro sito potete facilmente trovare la cronistoria fatta di assemblee cittadine ed incontri in commissione ambiente all’Assemblea Regionale Siciliana per scongiurare l’aumento di capacità dell’impianto di compostaggio a 33 tonnellate, ampliamento poi autorizzato dalla Regione Siciliana.

La stessa compagine elettorale collegata al sindaco Vito Barone, in campagna elettorale fece propria la battaglia contro gli impianti in disaccordo con l’operato dell’ex sindaco Vito Catalano, per poi invece decidere di conferire la frazione di umido del nostro comune nell’impianto della Green Planet, provocando la spaccatura che da come già si evince dall’intervento della consigliera Urso Miano la portarono alle dimissioni da Vice Sindaco, in quanto la riteneva una scelta di coerenza riconoscere il reale impatto sul nostro territorio dell’impianto in questione.

Uno sversamento di liquido era già stato segnalato in passato, sversamento che la Green Planet imputava ad una seconda azienda agricola che insiste sullo stesso territorio. Vi terremo aggiornati sperando siano divulgati maggiori dettagli nei prossimi giorni.

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