{"id":7767,"date":"2017-05-15T13:51:14","date_gmt":"2017-05-15T11:51:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.agoraciminna.it\/ag\/?p=7767"},"modified":"2017-05-15T13:51:14","modified_gmt":"2017-05-15T11:51:14","slug":"a-furriata-ri-torci-a-ciminna-sulla-processione-delle-torce-a-ciminna-echi-pagani-della-triade-eleusina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.agoraciminna.it\/ago\/2017\/05\/15\/a-furriata-ri-torci-a-ciminna-sulla-processione-delle-torce-a-ciminna-echi-pagani-della-triade-eleusina\/","title":{"rendered":"A furriata r\u2019i torci a Ciminna. Sulla processione delle torce a Ciminna (echi pagani della Triade eleusina)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/domenicopassantino83.wordpress.com\/2017\/05\/09\/a-furriata-ri-torci-a-ciminnasulla-processione-delle-torce-a-ciminna-echi-pagani-della-triade-eleusina\/\"><em>di Domenico Passantino*<\/em><\/a><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-7769 alignleft\" alt=\"furriata-ri-torci-ciminna-2017\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.agoraciminna.it\/ag\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Furriata-ri-torci-Ciminna-2017-300x200.jpg?resize=300%2C200\" width=\"300\" height=\"200\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la festa del Crocifisso di Ciminna, che si tiene la prima domenica di maggio, \u00e8 tradizione la cosiddetta furriata r\u2019i torci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come \u00e8 noto, la processione delle torce, oggi, comincia alle 15:00 del pomeriggio della domenica, da Piazza Alcide De Gasperi, procede per la via Dott. Vito Graziano e finisce davanti la chiesa di San Giovanni Battista; \u00e8 preceduta da uno stendardo, cui fanno da seguito giumente delle razze pi\u00f9 disparate arrivate per l\u2019occasione dai paesi vicini, sulle quali i fantini portano una torcia (ormai quasi nessuno) o una ghirlanda intrecciata di fiori; segue la retina , cio\u00e8 sette muli (pi\u00f9 spesso cinque, data la difficolt\u00e0 ormai di reperire questi animali), agghindati a festa con sonagli sul capo e sulla coda, bardati con le bisacce \u00a0piene di cuppitedda, cio\u00e8 coppettini di confetti, caramelle, cannellini e cioccolatini, che i guidatori dei muli lanciano tra le persone accorse durante il passaggio delle retini per le vie del paese oppure nella piazzetta davanti la chiesa di San Giovanni, dove i guidatori delle r\u00e9tini abilmente fanno girare (furriari) i muli a cerchio e continuano a lanciare alla folla i dolcini e le cianfrusaglie (portachiavi, accendini, etc.) contenuti nelle bisacce. \u00a0Segue il corteo la banda .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Usanza importante, che ci servir\u00e0 a decifrare questa consuetudine dei Ciminnesi, \u00e8 questa: \u00a0che i guidatori dei cavalli, arrivati davanti la chiesa di San Giovanni, si scoprono il capo, si fanno il segno della croce e consegnano alla Chiesa la torcia o la ghirlanda che recano in mano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La processione delle torce, cos\u00ec come la conosciamo noi, \u00e8 menzionata per la prima volta nel 1842: prima che si trasformasse in questa usanza, la processione, a detta di Graziano, consisteva \u00a0nel viaggio durante l\u2019anno fatto dai contadini che recavano \u00abagnelli, capretti, piccioni, galline, lana, cacio denaro, torce di cera ed altro\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, ai fini della comprensione di questo rito, occorre sapere che nel passato le bisacce erano piene di frumento dato in elemosina al Crocifisso, usanza che, nota il Graziano , \u00absi fa in tanti altri paesi per ringraziare il Santo del raccolto abbondante e per grazie ricevute\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo che per un\u2019analisi corretta di questo rito dobbiamo prendere le mosse proprio da ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 dentro le bisacce della furriata di torci e poi via via risalire al senso della torcia stessa, da cui questa usanza prende il nome.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto che le bisacce un tempo portassero, oltre ai confetti e ai dolci, il grano in offerta al Crocifisso e che oggi il grano non figuri pi\u00f9 si spiega facilmente se si considera che un tempo il denaro circolante era poco e che al suo posto si usava scambiare il frumento : le offerte per grazia ricevuta o per \u201craccolto abbondante\u201d(leggi: cospicuo guadagno), consistono adesso in banconote appese sullo stendardo della processione del fercolo che avviene le sere della domenica e del luned\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene il fatto che le bisacce (vertuli) siano piene di leccornie e che un tempo fossero piene di frumento, non possono non far pensare alla cornucopia, attributo della dea pagana dell\u2019Abbondanza\/Opis\/Annona\/Demetra\/Cerere. \u00a0Demetra e Cerere, infatti, sono le dee (greca la prima e romana la seconda) che erano considerate dagli Antichi protettrici delle messi, del raccolto del frumento e dei cereali in genere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Demetra, chiamata dai Latini Cerere, \u00e8 un nome che vuol dire Madre Terra \u00a0e gli Antichi pensavano che fosse una divinit\u00e0 molto venerata in Sicilia, dal momento che la figlia di quest\u2019ultima, Persefone, chiamata anche Proserpina o Kore, fu rapita dal dio degli Inferi Ade proprio in Sicilia, mentre giocava con alcune ninfe: il mito narra che la madre Demetra la cerc\u00f2 in tutto il mondo e, ospitata da Celeo, re di Eleusi, per riconoscenza nei suoi confronti, insegn\u00f2 le tecniche della coltivazione dei cereali e dell\u2019agricoltura in generale al figlio del re, Trittolemo, affidandogli il compito di dispensare questa conoscenza a tutti gli uomini. \u00c8 questo il motivo per cui i Greci veneravano la dea Demetra con i Misteri eleusini, festivit\u00e0 che si tenevano due volte all\u2019anno, nei mesi autunnali e primaverili e con le Tesmoforie ad ottobre; i Romani invece festeggiavano ad aprile i Cerealia, in onore della dea Cerere: in tutte queste festivit\u00e0 che si svolgevano nei mesi primaverili, \u00a0si offrivano alla dea Demetra\/Cerere le primizie dei frutti della terra e sacchi di frumento, in segno di ringraziamento e lo ierofante e il daduco \u00a0portavano la sacra torcia della Dea, cio\u00e8 la torcia con la quale Demetra\/Cerere era andata in cerca della figlia perduta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Risultano relazioni tra la ricerca di Demetra della figlia morta e la cerca \u00a0della Madonna la notte del Venerd\u00ec Santo del figlio Ges\u00f9 morto e tutta la simbologia legata ai due culti sembra avere tratti in comune: la morte della natura e la rinascita della stessa che rispecchia perfettamente la discesa agli Inferi di Proserpina nel periodo dell\u2019anno dell\u2019autunno-inverno (morte di Cristo) e la sua ascesa al mondo dei vivi nel periodo della primavera-estate (Pasqua di Resurrezione) .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 di queste connessioni pi\u00f9 o meno studiate e pi\u00f9 o meno lapalissiane, quello che importa notare a proposito della furriata di torci \u00e8 che:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1) l\u2019usanza di offrire primizie dei frutti della terra portate dentro le bisacce al Crocifisso e, nella fattispecie, il frumento, \u00e8 chiaramente figlia dell\u2019usanza che gli Antichi avevano, durante i Misteri eleusini, in Grecia, e durante la festivit\u00e0 dei Cerealia, a Roma, di offrire sacchi di grano alla Dea Demetra\/Cerere: questo rito, infatti, come dice anche Graziano e come si pu\u00f2 notare andando in giro per la Sicilia, \u00e8 presente in molte feste di paese che si svolgono a maggio e sono dedicate al SS: Crocifisso;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2) per quanto riguarda la torcia, da cui l\u2019usanza ciminnese prende il nome, possiamo dire che:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a) sembra forzato il riferimento alla Sacra torcia, portata dal daduco durante le feste in onore di Demetra\/Cerere: la torcia pagana era ricordo della torcia che la Dea aveva utilizzato per cercare la figlia Persefone ; nella simbologia cristiana, invece, la torcia, \u00e8 uno degli strumenti della Passione di Cristo: simboleggia la torcia utilizzata dai soldati romani quando arrestarono Cristo \u00a0e per questo motivo la connessione tra simbolo pagano e simbolo cristiano diventa impossibile; inoltre non mi pare che la torcia utilizzata durante la furriata r\u2019i torci serva a ricordare uno strumento della Passione: il suo significato, quiundi, va ricercato altrove;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">b) la parola torcia, derivata dal latino torquere (avvolgere, intrecciare), consisteva anticamente in un \u00abbastone di abete o di altro albero resinoso circondato da uno stoppino di cera\u00bb : il suo uso, che \u00e8 quello di fare luce, ci porta immediatamente a pensare che essa, nel nostro caso, simboleggi Ges\u00f9 Cristo luce del mondo, se si pone mente, per esempio, al Cero pasquale, che simboleggia il Cristo risorto e vincitore sulle tenebre della morte e del male: Cristo viene omaggiato con la torcia, che \u00e8 ringraziamento per la vita tornata sulla terra, simbolo della Resurrezione divina e naturale, Resurrezione la cui prova sono il frumento e le primizie della terra portate in dono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine si potrebbe pensare che il fatto che i muli girino in cerchio, forse un po\u2019 surrealisticamente o forse no, sia da riferirsi analogiacamente al tempo ciclico dell\u2019anno, all\u2019alternarsi delle stagioni che si ripropongono a giro, ciclicamente: Ges\u00f9 Cristo che muore e poi risorge, Proserpina\/Kore\/Persefone che discende agli Inferi e poi ascende sulla terra, la natura che muore e poi rinasce, il grano che, se non va sotto terra quando viene seminato, non pu\u00f2 produrre frutto; proposizioni che si sintetizzano in una sola di significato universale: per fruttificare e farsi messe, il grano deve morire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una simbologia antica di secoli e millenni, che rispecchia una concezione del tempo ciclica a rischio di estinzione : sono indicatori di questo rischio reale dell\u2019estinzione del senso del tempo il fatto che il frumento non viene pi\u00f9 usato, in conformit\u00e0 alla distanza che oggi separa l\u2019uomo dalla terra, e la consapevolezza del significato di questi riti che viene via via a mancare, lasciando solo la sterile tradizione priva di significato che si modella negli anni alle mode della globalizzazione, mode che distruggono le peculiarit\u00e0 e l\u2019identit\u00e0 dei singoli popoli.<br \/>\nFa un certo effetto, d\u2019altro canto, vedere scorrere la processione della furriata r\u2019i torci, nella quale usi, costumi e simboli cristiani si sovrappongono ad usi e costumi ebraici e pagani, un sincretismo di culture religiose che si sono sommate nel tempo le une alle altre fino a fondersi insieme: dai Greci ai Romani e agli Arabi, passando per gli Spagnoli.<br \/>\nNOTE<br \/>\nIn italiano redina, affine allo spagnolo rienda e al greco retena, dal latino retin\u00e9re, che vuol dire trattenere, in riferimento alle strisce di cuoio che attaccate al morso del cavallo (nel nostro caso mulo) che lo trattengono legato agli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">V\u00e9rtuli, a detta del Pasqualino, Vocabolario etimologico, italiano e latino, Tomo quinto, 1795, deriverebbe dal latino vertere, girare, dal momento che \u201csi rivolta sopra le spalle\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Graziano dice invece che ai suoi tempi la banda musicale precedeva la processione. Cfr. Op. cit., p. 74.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Graziano, V., Canti e leggende-Usi e costumi di Ciminna, p. 76.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ibidem, vedi la nota di p. 74, Graziano,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si noti infatti che la parola siciliana grana, che indicano il denaro, deriva proprio da grano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 queste divinit\u00e0 agli occhi dei moderni appaiono sovrapponibili e interscambiabili, ma nell\u2019Antichit\u00e0 avevano cuti e riti differenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La parola cereale non \u00e8 altro che un aggettivo derivante da Cerere, come a dire \u201cdi Cerere, sacro a Cerere\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cfr. la mia tesi di laurea: Lessico del pane e della panificazione nella Grecia antica, Palermo, 2010.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Piccoli Misteri, in Grecia, si svolgevano nel mese di Antesterione, a met\u00e0 di marzo circa e i Cerealia, a Roma, si svolgevano alla fine del mese di Aprile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cfr. Eleusis e Orfismo: I Misteri e la tradizione iniziatica greca, a cura di Angelo Tonelli, Feltrinelli, 2015, nota 188.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altra processione che a \u00a0Ciminna si svolge la notte tra il Gioved\u00ec e il \u00a0Venerd\u00ec Santo. Per la verit\u00e0 Graziano, Op. cit. p. 85 non chiama mai cerca questa usanza, anche se il popolo tutto anche oggi la chiama cos\u00ec, alludendo, \u00e8 chiaro, non ai soldati che conducono Ges\u00f9 al supplizio, come dice Graziano, ma alla ricerca di Maria Addolorata del figlio Ges\u00f9 rapito dai soldati. Infatti la processione detta \u201ccerca\u201d \u00e8 viva in molti paesi della Sicilia e non solo: per esempio a Brindisi: \u00abTra le numerose ed antiche tradizioni brindisine della Settimana Santa in buona parte ormai dismesse, continua a tramandarsi una delle meno note ma certamente tra le pi\u00f9 suggestive, ovvero la rievocazione della ricerca del Figlio Ges\u00f9 da parte di Maria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 una tradizione secolare che si propone la notte tra il Gioved\u00ec ed il Venerd\u00ec Santo nelle stradine del centro storico della citt\u00e0, un tragitto in buona parte attinente la parrocchia di Santa Lucia. Il rituale continua a suscitare interesse ed emozione tra gli abitanti della zona, in particolare nei pi\u00f9 giovani, in loro \u00e8 forte il fascino per questa ricorrenza e difficilmente dimenticano lo squillo della tromba, nel silenzio della notte, a simboleggiare il richiamo della Vergine Maria, accompagnato dal ripetuto rullo di tamburo\u00bb, cfr.:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.brindisiweb.it\/storia\/tradizioni_settimana_santa.asp\" rel=\"nofollow\">http:\/\/www.brindisiweb.it\/storia\/tradizioni_settimana_santa.asp<\/a>, visitato il 08-5-2017 alle ore 10:41.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo lo scrittore Ippolito, Refutatio, 5.7.34, lo ierofante, cio\u00e8 colui che attendeva al trasporto delle primizie della terra, insieme aldaduco, che portava la sacra torcia, \u00a0si rivolgeva prima al cielo recitando: \u201cue\u201d, cio\u00e8 \u201cpiovi\u201d e poi a terra recitando: \u201ckue\u201d, cio\u00e8 \u201caccogli\u201d ed \u00e8 per associazione di pensieri che si pensa alla canzoncina\/preghiera popolare: \u201cSigniruzzu, chiuviti, chiuviti, ca i lavureddu su morti r\u2019a siti\u201d. I lavuredda, \u201cpiantine di grano cresciute al buio\u201d (Graziano, Op.cit. p. 84), messe in Chiesa il Gioved\u00ec Santo, simboleggiano la rinascita\/resurezione della natura\/Cristo e rappresentano la fatica dell\u2019uomo (lavureddu \u00e8 diminuitivo da lavuri, dal latino labor, fatica). Il fatto che i quelli eleusini sono chiamati Misteri alla pari di quelli della fede (i Misteri dolorosi vengono portati in porocessione la mattina del Venerd\u00ec Santo!) potrebbe essere solo una coincidenza, anche se l\u2019accostamento risulta suggestivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cfr. Cecilia Gatto Trocchi, Enciclopedia illustrata dei simboli, Gremese editore, 2004, s.v. Torcia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cfr. Giovanni, 18, 3 e Michel Feuillet, Lessico dei simboli cristiani, Edizioni Arkeios, 2016, p. 119, s.v. Torcia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cfr. Domenico Passantino, Simbologia, iconologia e allegoria in opere di Paolo Amato, in Estetica e retorica del Barocco in Sicilia, vol. I, a cura di Vito Mauro, 2017, p. 164, nota 13 e sgg. La torcia, portatrice di luce, fu creata da Dio, nel Vecchio Testamento (Esodo, 13, 21) per guidare gli Ebrei, fuggiti dall\u2019Egitto, verso la Terra promessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cfr. a questo proposito, Zygmnut Bauman, il quale in Consumo, dunque sono, Laterza, 2010, p.41, parla della nuova concezione del tempo, definita puntinista o punteggiato, secondo la quale \u00abil tempo \u00a0viene vissuto da chi fa poarte della societ\u00e0 dei consumatori liquido-moderna come qualcosa che non \u00e8 ciclico\u2026il tempo puntinista si distingue per la sua incoerenza e mancanza di coesione\u2026\u00e8 frazionato, o addirittura polverizzato, in un gran numero di istanti eterni\u00bb.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/domenicopassantino83.wordpress.com\/\">*https:\/\/domenicopassantino83.wordpress.com\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Domenico Passantino* Durante la festa del Crocifisso di Ciminna, che si tiene la prima domenica di maggio, \u00e8 tradizione la cosiddetta furriata r\u2019i torci. 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