Gruppo consiliare “Democrazia e Partecipazione”: Baratto amministrativo

consigliocomunaleIl gruppo di minoranza nell’ambito del suo costante monitoraggio dell’attività svolta dall’Amministrazione comunale prende atto dell’iniziativa intrapresa per il baratto amministrativo e rileva quanto segue.

Tale iniziativa, considerata in astratto, contrariamente all’assenza costante di questa Amministrazione su tutte le questioni importanti dei cittadini, costituisce un momento di attenzione verso un problema che è quello di recuperare una parte di tributi non pagati da soggetti che versano in condizioni non abbienti.

L’approvazione del regolamento, ancorché, costituisca lo strumento propedeutico per realizzare il baratto tra l’Amministrazione ed il cittadino moroso che si trova in uno stato di difficoltà finanziarie, così per come è stata portata avanti l’iniziativa non solo potrebbe restare, come al solito, lettera morta, ma addirittura potrebbe arrecare ulteriori danni alla collettività che ne uscirebbe penalizzata qualora i costi da sopportare risultassero superiori ai benefici previsti.

In tale ipotesi l’iniziativa anziché favorire i cittadini li potrebbe, invece, danneggiare ulteriormente per l’applicazione di tasse ancora più gravose, necessarie per procurare le entrate aggiuntive per la copertura dei costi sostenuti non adeguatamente valutati.

A scanzo di equivoci, ribadiamo che in astratto l’iniziativa è positiva, sempreché portata avanti con la dovuta competenza e diligenza in linea con le esigenze dei più bisognosi.

Al riguardo evidenziamo che il sostegno ai bisognosi può essere assicurato solo se il comune si procura le risorse necessarie, il cui reperimento avviene  attraverso maggiori tasse e/o maggiori trasferimenti dalla Regione e dallo Stato – o riduzione e razionalizzazione delle spese.

A questo punto, visto il modo di operare  di questa Amministrazione e, in particolare considerata l’assenza di qualsiasi pianificazione e programmazione diretta a dare credibilità e concreti elementi per risultati positivi attesi dal baratto, in termini di benefici sociali ed economici, siamo preoccupati che l’inadeguatezza e l’incapacità e l’approssimazione porti solo danni a tutti.

I più deboli potrebbero essere penalizzati per il venir meno delle risorse necessarie per il loro sostegno, mentre i meno deboli vedrebbero aumentare le tasse a loro carico per il sostenimento di spese non proficue e quindi inutili al perseguimento di finalità valide e di interesse sociale.

Avendo a cuore le sorti dei nostri concittadini ci interroghiamo sulla genuinità dell’iniziativa e pertanto, volendo capire se almeno una volta c’è un impegno reale da parte di tutti,  chiediamo:

1)      esiste un piano che ha già individuato concretamente gli ambiti di intervento?;

2)      se esiste il piano, è stato già predisposto il programma di interventi?;

3)      se esiste il programma, esistono dei progetti esecutivi?

4)      se esistono dei progetti esecutivi, è stata predisposta l’analisi costi-benefici?

5)      se è  stata predisposta l’analisi costi-benefici è stato predisposto un piano di comparazione delle risorse da impiegare rispetto alla destinazione delle stesse per finalità di sostegno sociale?

 

L’importanza delle attività di cui ai punti precedenti risulta evidente se si analizza, a titolo di esempio, il contenuto dell’art. 12 e non solo del regolamento denominato “Mezzi e attrezzature” che recita:

“1. Il cittadino che aderisce al baratto amministrativo dovrà assicurarsi di effettuare le attività previste e concordate con il Comune, nel rispetto di quanto disposto dalla normativa antinfortunistica vigente, utilizzando eventuali mezzi, attrezzature e dispositivi di protezione adeguati.

2. Il Comune potrà mettere a disposizione attrezzature o materiali in proprio possesso per lo svolgimento dell’attività. Il cittadino ne risponderà e ne dovrà avere cura, considerato il deterioramento dovuto all’uso, fino alla restituzione che avverrà nei modi ed entro i termini concordati con il Tutor. In caso di danneggiamento e/o smarrimento il cittadino ne risponde direttamente.”.

Dalla lettura del predetto articolo emerge che il cittadino è obbligato ad effettuare le attività nel rispetto della normativa infortunistica, utilizzando mezzi adeguati, che dovrà procurarsi a proprie spese in quanto il Comune, così come previsto, al punto 2, si riserva solo la facoltà e non l’obbligo di fornirli.

E allora diventa importante chiarire e valutare qual’è la posizione precisa del Comune in relazione a tutti gli aspetti che hanno rilevanza economica immediata e prospettica, ancorché eventuale o probabile, per dare certezza alla realizzazione dell’iniziativa, nel vero interesse di tutti

Siamo consapevoli che tutte queste risposte devono essere coerenti e compatibili con tutti i parametri stabiliti nel regolamento per essere ammessi a partecipare all’iniziativa, per cui siamo in attesa di chiarimenti  che, prima ancora di un dovere verso questo gruppo, lo sono, soprattutto, verso i cittadini.

Confidiamo nella vostra attenta e sincera valutazione dell’argomento in questione , al fine di dotate questo Comune di uno strumento, qualora accuratamente predisposto, valido  e  importante.

Gruppo consiliare
Democrazia e Partecipazione

One Reply to “Gruppo consiliare “Democrazia e Partecipazione”: Baratto amministrativo”

  1. Purtroppo non ho avuto modo di partecipare ai lavori del Consiglio Comunale riguardante il punto sul “Baratto amministrativo” a causa dei rinvii concomitanti con impegni di lavoro. Debbo dire che l’iniziativa possa essere considerata lodevole, a condizione di non recare danno ai restanti contribuenti. Non avendo letto il regolamento, che tra l’altro ieri sera sembra essere stato approvato, mi auguro che siano previsti dei paletti che limitano l’accesso al Baratto solo a chi ha veramente una situazione economica disagiata e soprattutto che le minori entrate scaturite per via di questo meccanismo non siano spalmate su tutti i contribuenti o che arrechino una danno erariale all’Ente.
    Di seguito allego un tratto saliente di un articolo pubblicato di recente sul fatto quotidiano, in cui si specifica come la Corte dei Conti dell’Emilia Romagna abbia messo il freno al cosiddetto baratto amministrativo, specificando che la riduzione delle imposte non si può applicare su debiti pregressi e ci deve essere una stretta corrispondenza tra il tipo di lavoro socialmente utile prestato e il tributo da tagliare.
    .
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/31/baratto-amministrativo-corte-dei-conti-boccia-lidea-non-si-puo-applicare-ai-debiti-pregressi/2594639/

    “Il sistema, previsto dal decreto Sblocca Italia, prevede uno sconto sulle tasse locali, in cambio di manodopera e servizi utili alla città e alla collettività. Secondo i giudici contabili bolognesi però servono precisi limiti e paletti, per non correre il pericolo di pesare sui bilanci pubblici: la riduzione delle imposte non si può applicare su debiti pregressi e ci deve essere una stretta corrispondenza tra il tipo di lavoro socialmente utile prestato e il tributo da tagliare”.

    INOLTRE, aggiungo questo articolo di LABUS.it

    http://www.labsus.org/2016/04/la-corte-dei-conti-dice-no-al-baratto-amministrativo-2/

    in cui viene chiarito in modo esemplare la natura e le finalità di questo istituto,
    (“Ed è una cosa ben diversa da quel pagamento “in natura” delle imposte preteso dal c.d. “baratto amministrativo” che, come ha scritto benissimo Fabio Giglioni nell’editoriale pubblicato il 16 dicembre 2015 “somiglia molto più alla corvée medievale che ai rapporti civili di una Repubblica democratica”. Ma su questi ed altri profili del “baratto amministrativo” rinviamo all’analisi approfondita e molto convincente svolta appunto da Fabio Giglioni nel suo articolo.”)

    Comunque, prima di ulteriori valutazioni, sul “BARATTO CIMINNESE” bisogna leggere attentamente cosa sia stato approvato ieri sera dal Consiglio Comunale, solo così si potrà capire se trattasi solo di sterile speculazione politica.

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