Il “Padre di Grazie” abbraccia il popolo di Ciminna

di Salvatore Priolo

Chi avrebbe mai pensato che dovevamo confrontarci con una pandemia di questa entità? Sembrava una possibilità così remota, da libri di storia, eppure oggi siamo costretti a conviverci; dobbiamo uscire muniti di apposita mascherina prestando attenzione a mantenere le dovute distanze di sicurezza per evitare il contagio.

Ma quello che ad oggi intristisce il nostro paese è l’impossibilità di festeggiare solennemente la festa del SS. Crocifisso, cuore di ogni ciminnese in patria e all’estero. Sebbene giorno 1 Maggio, come ogni anno, inizierà l’ottavario del SS. Crocifisso, non potremo assistere alla messa solenne della domenica nè al giro delle torce nè, infine, partecipare alla processione, momento più significativo dell’intera festa.

Don Filippo Meli nell’introduzione della Historia della Miraculosa Immagine del SS. Crocifisso di Ciminna ci dice che “occorre commemorare la ricorrenza con decorosa sontuosità esteriore, ma soprattutto con ravvisata pietà interiore che in definitiva essa sola può rendere degni del passato e può dare la misura della vera religiosità di un popolo”, una riflessione da ricordare sempre, oggi più che mai.

Ebbene, sono convinto che non sprecheremo questi otto giorni di festa, sicuri invece di viverli in maniera più intensa perché non distratti dalla sola esteriorità.

Sentiamoci tutti uniti nella preghiera e stretti nel Suo abbraccio, perché quello, possiamo starne certi, non cesserà mai di esistere.

BUONA FESTA DEL SS CROCIFISSO A TUTTI I CIMINNESI

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