Un nuovo gruppo consiliare “Per Ciminna”, stampella dell’amministrazione Barone?

di Agorà Ciminna

Dal mese di dicembre 2019, abbiamo seguito la frattura in seno alla minoranza consiliare, che nei primi mesi del 2020 si era tradotta in un botta e risposta tra la consigliera Eleonora Barone ed il capogruppo Giuseppe Leone, già candidato sindaco della lista “Insieme si Può”.

Vi avevamo garantito di stare sulle corde della consigliera Barone, per capire fino a che punto potesse concretizzarsi quello che avevamo ipotizzato essere uno strappo.

Ebbene, era nei fatti, durante il consiglio comunale dello scorso 14 aprile, il presidente del consiglio Saverio La Paglia ha dato comunicazione della nascita di un nuovo gruppo consiliare formato dal capogruppo Eleonora Barone appunto, ormai ex consigliere di minoranza e dalla consigliera Elena Tauro che di fatto si stacca dal gruppo dell’ex maggioranza “Ciminna Innanzitutto” dando vita così ad un quarto gruppo consiliare dal nome “Per Ciminna”.

Sconosciamo le intenzioni e quale possa essere la comunione di intenti di questo nuovo gruppo data l’anomala scelta delle due consigliere di non rilasciare alcuna dichiarazione sulla nascita dello stesso. Non possiamo quindi affermare con certezza dove si colloca il gruppo “Per Ciminna” nel quadro e negli equilibri consiliari. Ad aiutarci possono essere in un certo senso le prime votazioni in consiglio comunale, unica voce chiara della politica ciminnese capace di palesare e risolvere ogni dubbio nato da questa insolita unione.

Proviamo ad azzardare delle ipotesi. Potrebbe trattarsi di una nuova spaccatura per l’amministrazione Barone che conta ormai solo cinque consiglieri? Possiamo definirlo un gruppo autonomo da non collocare quindi né come opposizione, né come maggioranza? Così come aveva affermato la consigliera Barone che aveva chiarito di essersi impegnata in politica “Per Ciminna” e non solo per gli interessi e le battaglie di una parte politica. E se così fosse, invertendo i ruoli vale la stessa cosa per la consigliera Tauro? Anche se non possiamo immaginare cosa l’abbia spinta a lasciare il gruppo di maggioranza.

Dubbi  ed interrogativi leciti, di noi cittadini elettori semplici, che ci sforziamo di coniugare e collocare le azioni di un consiglio comunale che a causa dell’emergenza coronavirus possiamo seguire esclusivamente in diretta web. Difficile da decifrare,  a maggior ragione, quando mancano le dichiarazioni delle dirette interessate a cui diamo fin da subito la disponibilità del nostro spazio web per poter chiarire e meglio spiegare la loro posizione.

Tornando alla politica senza volere sminuire questa nobile attività ad un mero calcolo matematico, come abbiamo appena scritto dubbi ed interrogativi possono essere chiariti dalle scelte che si traducono in voti a favore  di una (o insieme ad una) parte piuttosto che ad un’altra.

Come si è comportato quindi il gruppo “Per Ciminna” in questa prima esperienza in consiglio comunale? Diamo uno sguardo all’esito della votazione del bilancio di Previsione 2020/22, uno dei punti all’ordine del giorno approvato grazie ai 7 voti favorevoli dei cinque consiglieri del gruppo “Ciminna Innanzitutto” più i due del nuovo gruppo “Per Ciminna”, per cominciare a dare una prima risposta.

Essendo il documento finanziario non una semplice votazione, ma una scelta di condivisione e di programmazione politica e amministrativa; siamo di fronte ad una situazione che nel gergo politico viene definita di “stampella” all’Amministrazione Barone che ritrova così la maggioranza?

Quindi il movimento della consigliera Tauro verso la consigliera Barone rappresenta una sorta di mano tesa dall’intera della maggioranza, per scongiurare il suo passaggio al gruppo indipendente di cui fanno parte le ex consigliere di maggioranza Angela Lazzara e Sara Urso Miano che si sono nel frattempo ritagliate un ruolo di determinata e decisa opposizione?

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