La novena di Natale a Ciminna, una tradizione che rischia di scomparire.

di Agorà Ciminna

Il grido di allarme che ci sentiamo in dovere di lanciare riguarda la novena di Natale. Una tradizione coinvolgente, nella sua manifestazione folkloristica, che si svolge ogni anno a Ciminna in concomitanza con la novena liturgica che viene celebrata in chiesa e che precede la festività del Santo Natale.

In passato, laddove non arrivavano le luci e le decorazioni delle strade principali, arrivavano le nenie della novena di Natale che contribuivano vivamente a creare quel clima di attesa e di gioia necessario per predisporre l’animo di tutti a vivere in serenità la celebrazione del Natale. Ci basta captare qualche nota per strada per ritornare indietro nel tempo, rivivere attimi e ricordi di un tempo in cui tutti sognavamo ascoltando il gruppo di musicanti della banda musicale che intonava, insieme al cantore, il “Viaggiu di San Giuseppi”, le litanie e gli altri canti della tradizione. Vogliamo ricordare in questa occasione il compianto Giosafat Lo Sciuto l’ultimo cantore della Novena di Natale (vedi foto a lato).

Oggi le novene, anzi per meglio dire la novena, non raggiunge tutti i quartieri di Ciminna e si svolge solamente davanti al monumento dedicato alla statua dell’Addolorata, comunemente chiamata “Madonna Bianca” in corso Umberto I, grazie all’interesse di alcuni privati residenti nel quartiere.

Purtroppo, la novena di Natale così come il grande albero di natale decorato da mille luci non riesce a raggiungere i piccoli e i grandi di tutti i quartieri di Ciminna.

Perché questa tradizione rischia di scomparire?

Cerchiamo insieme di individuarne le cause con il buono proposito di trovare delle soluzioni, facendo un salto nel tempo non troppo remoto, descrivendo come si svolgevano le novene di Natale.

Un gruppo di musicanti della banda musicale si recava nel quartiere di San Giovanni davanti la cappella di Santa Croce per attendere la fine della Santa messa della novena di Natale che si svolgeva nella vicina chiesa di San Giovanni Battista per dare inizio alla prima esibizione. Un tempo ad animare la celebrazione erano i bambini preparati ad intonare i canti natalizi della novena da Mons. Salvatore Scimeca rettore della chiesa, ad accompagnarli l’organista che tra le voci strumentali, utilizzava delle particolari campanelle che davano un tocco di magia alle nenie natalizie

Dopo la prima esibizione nella cappella di Santa Croce musicanti e cantore si recavano nelle altre cappelle: dalla cappella Maria SS. Addolorata (sita in piazza Umberto I) alla chiesetta di Santa Croce (sita all’inizio del paese) passando per le cappelle votive del Fervore al Castello, delle Anime Sante e della Madonna Bianca. Si riusciva in questa maniera a portare il clima natalizio in ogni parte del paese. Sera dopo sera il cantore cambiava le strove del Viaggio che terminava la sera del 24 quando, tra mille stenti nella fredda Betlemme, nasceva Gesù Bambino per la gioia dei bambini di tutti i quartieri. La sera del 24 alla fine della novena era obbligo banchettare con i dolci tipici della tradizione e un po’ di vino novello, il tutto poi contornato in alcuni casi anche delle “vampe” allestite per riscaldare gli intervenuti. Ad organizzare le novene erano esclusivamente i privati residenti nel quartiere oppure i devoti del santo o della madonna ospitato nella cappella interessata.

Senza dubbio oggi molti quartieri di Ciminna si sono spopolati ed è diventato difficile riscontrare l’interesse dei privati come nel caso dei residenti del quartiere Madonna Bianca, ma perché questa tradizione rischia di scomparire? Cosa è cambiato rispetto agli anni precedenti?

Ebbene, è venuto meno l’interesse dell’Amministrazione comunale del Comune di Ciminna che nell’ultimo decennio si era sostituita ai privati finanziando le novene, in tutto o in parte, al fine di permettere a questa tradizione di resistere ed arrivare anche nei quartieri storici dove si registravano già le difficoltà sopra elencante. Questa’anno infatti non è stato attuato nessun progetto di promozione delle Novene di Natale. Una tradizione unica che riscalda i cuori di grandi e piccoli, che ci auguriamo continui a farlo anche in futuro con l’impegno dei privati, ma sopratutto di chi in questi anni si era a loro sostituito, cambiando anche in un certo senso le abitudini dei quartieri.

Un interesse positivo degno di nota si è registrato negli ultimi anni invece grazie al contributo del tutto gratuito offerto dal gruppo di ragazzi #chiddirutriunfu. Quest’ultimo, già impegnato nel recupero e valorizzazioni della tradizione dell’omonima festa, si è presentato volontariamente presso le cappelle votive per cantare insieme ai musicanti i canti della tradizione, pubblicati anche sul nostro sito online e raccolti tra l’altro insieme alle melodie dei brani dall’opera certosina del Prof. Francesco Rizzo che ne ha creato un volume inedito coadiuvato dal Prof. Giuseppe Tolentino, spronando l’interesse del giovane Vito Roma che si è impegnato personalmente a portare avanti questa tradizione cantando anche quest’anno insieme ai musicanti alla “Madonna Bianca”.

Non ci rimane che invitarvi a partecipare alla novena di Natale alle ore 19:30 alla “Madonna Bianca” e vivere tutti insieme la fase finale dell’avvento.

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