Ciminna, 2020. Non si celebra la festa del SS. Crocifisso, come 348 anni fa.

di Vito Arturo Anzelmo

Ciminna 1672
Scrive don Santo Gigante sul suo Diario: «In questo mese di marzzo cominciò la fame a fare Stragge di poverelli Morendone molti lo giorno, per l’estrema necessità». A distanza di oltre due secoli gli fa eco il dottor Vito Graziano parlando della terribile carestia che afflisse quell’anno la Sicilia: «La mortalità di Ciminna nella detta carestia fu enorme. […] per l’epidemia che ne seguì fu nel 1672 del 9,20 per cento». Su una popolazione che circa vent’anni prima era di 5716 abitanti «Il numero totale dei morti, forse non mai verificatosi…, fu di 526 […].». Ritornando ancora al Gigante; annota per lo stesso anno: «Nello Castello di Milazzo li Carcerati patendo gran penuria di frumento, ne morse uno di fame, e l’altri si mangiaro la Carne del carcerato morto in cangio di pane». Entrambi gli Autori dipingono un quadro di sconsolante disperazione…
E se dobbiamo a don Santo la cronaca di quegli avvenimenti che indussero anche le donne ciminnesi a scendere in piazza per reclamare contro lo svuotamento dei magazzini locali del grano voluto dal viceré, per quanto ci riguarda in questo giorno è la notizia della sospensione della festa del SS. Crocifisso a farci ritornare a quel lontano 1672. «A 4 di Settembre prima Domenica di detto mese -scrive il Gigante- è da notare la sollenne entrata fatta in Ciminna delle Sante Reliquie delli Gloriosi Vito Modesto, e Crescentia, Patrono Principale, e difensori di questa Terra festa celebrata giontamente con quella dello SS. Crocifisso, trasferita per legitime cause dal primo Maggio, in detto giorno».
Quanto riportato, dalla carestia, all’epidemia, per finire al rinvio della festa, offre spunti di riflessioni e similitudini. Dobbiamo ringraziare i nostri Protettori per non aver subito oggi quello che allora sofferse Ciminna e la Sicilia intera.
E se, come allora, celebrassimo insieme le due feste?

I virgolettati da: V. Graziano, Ciminna, memorie e documenti. Pa. 1911 e F. Meli. Don Santo Gigante, un miniaturista d’occasione. Pa. 1950.

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