Roccamalata: il bene dei cittadini a piccole dosi.

di rubrica ciminnAttiva
Dopo l’ubriacatura di bene di Ciminna dovuta alla “rastulata” delle bollette TARSU, arriva il bene di Ciminna a piccole dosi mensili dell’addizionale IRPEF comunale, deliberata dal sindaco, dalla sua giunta e da nove consiglieri della sua maggioranza.
Gli strateghi dell’amministrazione comunale, deputati a trovare i modi migliori per somministrare ai ciminnesi, quelle tonnellate di bene di Ciminna promesse in campagna elettorale dal sindaco e dalla variopinta compagine che appoggia e sostiene le sue scelte amministrative, in pochissimi mesi hanno tirato fuori dal cappello diverse soluzioni tutte graditissime dai ciminnesi:
1.aumento del 78% della TARSU;
2. aumento di 30€ del canone annuo dell’acqua;
3. aumento dell’IMU sulla seconda casa;
4. “dulcis in fundo” l’istituzione dell’addizionale IRPEF comunale.
Determinando un aumento della pressione fiscale locale che credo sia un record mondiale. Tutte scelte nate dopo giorni e notti a scervellarsi da lasciarci la salute.
Ma che geni della politica, ma dove li abbiamo trovati? Visto che si avvicina la Pasqua io un’idea c’è l’avrei.
Ma guardiamo un pò i fatti, dopo che i nostri bravi amministratori, attraverso l’aumento del 78% della TARSU e dell’aumento dell’IMU sulla seconda casa, ci avevano rovesciato addosso le prime  vagonate di bene di Ciminna, generando in tutti noi uno stato di euforia da benessere politico mai provato prima, in questo mese, con l’entrata in vigore di un’altra delibera pensata tutta a favore del ciminnese, cioè con l’entrata in vigore dell’’irpef comunale che colpisce direttamente i redditi da pensione e da lavoro dipendente, il ciminnese può definitivamente fare una statua a questi nostri bravi amministratori.
A Ciminna c’era una sola tassa che non si pagava l’IRPEF comunale, e i nostri bravi amministratori non potevano permettere che continuasse ad essere così, e allora per non farsi mancare niente, l’hanno (quasi tutti d’amore e d’accordo) istituita prontamente dopo pochi mesi di amministrazione.
C’è da sottolineare che  quando l’hanno istituita, i nostri bravi amministratori non hanno certo dimenticato di guarnirla con la classica ciliegina sulla torta, infatti l’IRPEF comunale è stata istituita a fine 2012, ma  i nostri bravi amministratori hanno dato  a questa tassa valenza retroattiva, forse per ripianare qualche debituccio fatto senza la necessaria copertura finanziaria? Non si sa. Io ho assistito al consiglio comunale del massacro dell’economia delle famiglie ciminnesi e sinceramente non ne ho capito una mazza.
I bravi amministratori ciminnesi, hanno istituito questa tassa a fine 2012 e gli hanno dato valenza retroattiva dal 1 gennaio 2012.
La tassa è nata a fine 2012 ma noi la paghiamo a partire dal primo gennaio 2012.
Ma  per pagare cosa se quando è stata istituita la tassa l’anno si era già concluso? Una sola risposta è possibile: nel corso del 2012, l’amministrazione aveva speso più di quello che aveva previsto d’incassare senza la novella tassa, e allora ha coperto le spese fatte in più con il gettito retroattivo di una tassa che non esisteva e della quale peraltro era ed è motlo difficile stabilirne con esattezza il gettito e la consistenza.
Il consiglio comunale prevedendo questa retroattivtà, ha dato copertura finanziaria a spese sostenute senza copertura  finanziaria (questa ipotesi la faccio tendendo come unico riferimento possibile il consuntivo 2011) Quando una spesa viene fatta senza che ci sia in bilancio la copertura, si generano i cosiddetti debiti fuori bilancio, i quali non solo non dovrebbero nascere, ma non possono nemmeno essere pagati con un semplice aumento di tasse,infatti l’iter per il loro riconoscimentoe il loro pagamento è abbastanza complesso e preciso.
Cosa che non è accaduta in questo caso perché le spese che potenzialmente erano destinate a diventare debiti fuori bilancio, le hanno fatte  diventare spese coperte da una tassa istituita dopo che le spese erano state fatte e quindi tutto si è risolto a tarallucci e vino (per loro non per noi).
E’ legale tutto cio? Forse si (non sta a me giudicare) ma è sicuramente scorrettissimo.
Mai a Ciminna avevamo avuto un’amministrazione come questa, che del bene di Ciminna fa il suo credo di fede politca e la sua ragion d’essere.
TASSE.. TASSE…. TASSE… E ANCORA TASSE.
Tasse  che pagheranno naturalmente sempre e unicamente i soliti fessi.
I nostri amministratori come si suol dire “ piangono con un occhio” perché possono abbondantemente coprire le spese per l’aumento delle tasse con le “meritatissime” indennità di carica che ovviamente provengono sempre dalle nostre tasse.
La domanda che il ciminnese si pone in questo periodo è: ma cosa ne stanno facendo con tutti questi soldi?
Per la TARSU, credo che ormai chiarezza è fatta, ma se parliamo di altri aumenti di tasse la domanda è ancora molto giustificata.
Domanda legittima e naturalmente senza risposta. Rispetto a circa un anno fa nulla è mutato a Ciminna.
Quello che non si faceva prima continua a non farsi ancora oggi, questo da l’idea precisa di quello che intendeva dire l’ex sindaco Leone, quando dal balcone parlava di continuità amministrativa, e quel poco che si faceva prima fondamentalmente si fa ancora oggi nello stesso identico modo.
La discontinuità tra l’amministrazione passata e quella presente si appalesa solo nell’aumento impressionante dell’imposizione fiscale locale, cioè nell’aumento incredibile delle tasse e delle tariffe. (tanto che qualcuno dice che al peggio non c’è mai fine)
Si dice che dallo stato e dalla regione arrivano meno soldi, questo è vero solo in parte e comunque non giustifica nulla.
Perché questa amministrazione ha fatto dell’aumento della pressione fiscale comunale il solo modo per reperire risorse economiche per finanziare quello che fa (o direbbe qualcuno quello che non fa).
Il reperire fondi dall’unico facile capitolo del bilancio comunale che non ha un codice alfa numerico, ma che si chiama molto semplicemente“tasche dei ciminnesi”, è una scelta politica precisa e chiara di questi amministratori.
Questa è a nostro giudizio è una scelta scellerata sempre, ma lo è ancor di più in un periodo di estrema difficoltà economica per le famiglie ciminnesi come quello che stiamo attraversando.
Una scelta politica sbagliata, ingiusta  e irresponsabile: ci sono altre strade da percorrere.
Forse bisogna ragionare un pò di più e soprattutto cambiare.
Nei periodi di crisi bisogna rinunciare a qualcosa, bisogna razionalizzare le spese del comune, bisogna ottimizzare la macchina burocratica comunale al fine di risparmiare e non aumentare le tasse o introdurne di nuove.
Questa amministrazione è incapace di fare scelte diverse dall’aumento di tasse e tariffe, non ha idee, non ha fantasia e colpisce sempre gli stessi: i ciminnesi normali, colpisce  quelli che stanno fuori dai circuiti politici, a favore di altri che invece sono bene addentrati e si aggirano ogni giorno fra le stanze del palazzo comunale, quasi da sembrare impiegati municipali e i cui nomi spesso compaiono nell’albo pretorio comunale quali destinatari d’incarichi, convenzioni etc.
Noi siamo convinti che lavorando sulle spese di bilancio e sulla  riorganizzazione dell’apparato burocratico comunale si può eliminare questa tassa, ci promettiamo che se troviamo la giusta collaborazione tecnica  redigeremo una proposta e la sottoporremo all’approvazione del consiglio comunale, nel frattempo non ci resta che controllare i nostri stipendi e le nostre pensioni per verificare quanto la “longa manus” dell’amministrazione  sta prelevano dalle nostre buste paga e magari chiederci “cui prodest”?
PS: un messaggio, spero chiaro, a qualche rincoglionito/a: quando parlo di Roccamalata mi riferisco ovviamente non a Ciminna, ma  al rapporto patologico che un gruppo di paesani ha con la gestione della cosa pubblica, un gruppo di furbastri che da troppo tempo fanno il bello e il cattivo tempo a Ciminna, facendo della prepotenza il taglio unico e inconfondibile della loro azione sociale e politica.
Roccamalata è per me la malapolitica e le troppe responsabilità di tanti che sono e sono stati autori e complici del sacco di Ciminna.
Chi come attore protagonista, chi come comparsa e chi semplicemente chiudendo gli occhi e girandosi da un’altra parte.

A questi ultimi dico con le parole di Dante:
“Incontanente intesi e certo fui
che questa era la setta d’i cattivi,
a Dio spiacenti e a’ nemici sui. 

Questi sciaurati, che mai non fur vivi,
erano ignudi e stimolati molto
da mosconi e da vespe ch’eran ivi.”

Buona Pasqua.

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