Addio Nino

di Agorà Ciminna Ninu Gravina Ciminna perde il fratello più umile “Ninuzzu” , adesso Nino riabbraccerà  la mamma dalla quale si era separato tanto tempo fa, perdita che lo ha fatto soffrire per tutta la vita. Riavrà finalmente una famiglia, non sentirà più la solitudine, anche se in questi anni Ciminna tutta è stata la sua famiglia accudendolo come un figlio cercando di alleviare il suo dolore.

Nino viveva Ciminna in tutti i suoi aspetti, partecipava a tutte le manifestazioni civili e religiose, noi tutti ci ricordiamo le sue lacrime il Venerdì Santo quando alle 14:00 “muria u Signuri a San Giuvanni” e cantava perdono per i suoi peccati, lui era sempre presente per “a scinnuta” del SS. Crocifisso di San Giovanni e quando il lunedì finiva la festa lui già pensava all’altra che sarebbe arrivata presto. Ci regalava spesso un sorriso quando lo incontravamo in ogni angolo di Ciminna improvvisando uno sketch per il piacere di essere simpatico alla gente. Come dimenticare il suo viso cordiale, mentre  passeggiava per le nostre vie con le mani unite dietro le spalle canticchiando, è  difficile dimenticare un uomo che non ti lasciava passare se non ti dava il suo “ti salutu”. Molti di noi Nino lo ricordano ormai anziano e sofferente senza più quella voglia di scherzare come quando dalla piazza a casa sua riusciva ad esibirsi in una “battaria” ogni tre passi. Sfortunato perchè rimasto da solo è stato aiutato da diverse persone che con spirito di carità lo hanno aiutato fino alla morte con dei semplici, ma grandi gesti che Nino non dimenticherà mai. Come dimenticherà chi gli ha cucinato da mangiare, chi lo aiutava a sistemarsi e gli sistemava casa. Con Nino oggi va via una parte di Ciminna, un aspetto triste per la sua solitudine ma allo stesso tempo una realtà bella che lo ha aiutato.

Chi di noi non lo ha conosciuto? Chi non ci ha mai scherzato?

Siamo sicuri che la notizia vi lascerà tutti pensare ai tanti momenti di incontro con Nino. Noi di Agorà Ciminna lo abbiamo voluto ricordare anche con il contributo di una poesia a lui dedicata scritta dal prof. Saverio La Paglia. Attraverso i commenti a voi la possibilità di dare a Nino l’ultimo saluto, raccontando magari un aneddoto di vita vissuta insieme al nostro fratello che da oggi ci guarderà da lassù.

A NINU GRAVINANinu GravinaFT

‘Nta stu paisi c’è Ninu Gravina

nca chianci si u nn’avi a panza china.

 

‘Nto stu paisi u canuscemu tutti

picchi àvi i scarpi sempri rutti.

 

Li peri li trascina mali assai

e va grirannu sempri: ahi… ahi… ahi…!

 

Spissu si viri cu u taanu ‘nmanu

e pasta e carni voli di la genti.

 

Si cc’è na festa iddu è dda,

Ninu è sempri presenti

e ogni tantu si senti: “BUM!”

 

Ma u’ sunnu botta, è Ninu chi spara

isannu a vuci e facennu li botta

e di risati, la genti si jetta.

 

U ‘nc’è strata ‘nca Ninu u ‘ncanusci,

u ‘nc’è nmitu ‘nca Ninu u ‘nn’accetta

u ‘ce mortu ca ‘nto lettu Ninu nun v’a viri.

Ormai fa parti di stu paisi

picchi Diu a Ninu cca lu vosi.

di Saverio La Paglia

11 Replies to “Addio Nino”

  1. Ricordi tanti. Nino ha vissuto sempre nella zona dove io ho trascorso la mia infanzia e la mia adolescenza, a “puntaterra”, “u chianu ri bocci”, l’ex via San Gerardo, a “scinnuta ru fuddettu” zone dove giocavo e passavo le mie spensierate giornate.
    Ricordo che ogni sera all’imbrunire la sua mamma cominciava a chiamarlo per farlo rincasare, Nino non rincasava mai volentieri e la madre veniva a cercarlo brandendo il bastone che usava per camminare. Nino scappava veloce con quella sua camminata particolare e fuggiva in casa. Poi noi bambini da fuori sentivamo le prediche e i rimproveri della sua mamma e Nino che gli diceva che non avrebbe più fatto tardi. L’indomai all’imbrunire il film era identico. Con mio padre gli abbiamo demolito e ricostruito la casa, (io come manovale) e ricordo che Nino veniva a chiederci tutte le sere “u chiavinu” della sua casa, anche quando questa era tutta giù. Forse pochissimi sanno che a Nino piacevano tanto le bambole, ne aveva diverse in casa ricordo che quando abbiamo iniziato i lavori a casa sua, queste bambole le teneva sopra le sedie, sedute sulle sedie come a fargli compagnia. Ricordo il Nino che assieme alla madre tornava dalla campagna con la fascina di legna malamente appoggiata sulle spalle che serviva loro per fare “u brasceri” . Ricordo il Nino che cantava e rideva felice e spensierato. Il Nino che i vicini di casa mandavano “a survizzu” e lui che felice obbediva veloce e ridendo, pregustando la ricompensa, che molto spesso era qualcosa da mangiare. E tanti, tanti altri ricordi di una persona semplice, di uno che a Ciminna è stato un personaggio.

    1. Bello questo ricordo che Totò fa di Nino. Ricordo fino all’età di 30 anni, vivendo ancora con i miei genitori, vedere mia madre che a pranzo prepararva non per 4 persone, ma per 5; Nino puntuale come un orologio svizzero arrivava alle 12 in punto e con tanto di garbo si fermava davanti la porta e diceva: “za catu ca sugnu”.

  2. Caro Nino ti chiedo scusa a nome di tutti coloro, che nelle manifestazioni religiose messe, vespri e quant’altro a cui tu partecipavi ‘cu vera firi e veru amuri’, erano lì subito pronti ad allontanarsi da te se andavi a sedere vicino a loro o a riprenderti e intimarti di fare silenzio con dei sonori ‘scscscscscscsc’, quando ti azzardavi a distoglierli dalla quiete mistica con la quale ipocritamente chiedevano ‘favori’ a Cristo, non sapendo che eri tu l’unico a poter stare al cospetto di Dio con animo candido e lindo come quello di un bambino.
    Non so se costoro avranno un briciolo di rimorso, ma sono convinto che tu li hai già perdonati!
    Arrivederci Nino, e grazie per essere esistito.

  3. Ciminna, lì 09 marzo 2013

    Per me Nino, un uomo di cuore buono e puro… un maestro che mi ha insegnato tante cose sin da quando ero bambino ed il tutto con la sua semplice ed essenziale presenza, espressione di vera ricchezza e libertà interiore.

    Ti ricordero per sempre

    Ciao Nino

  4. È mio dovere, salutarti Nino anche da lontano! Ti ricorderò sempre, tenendo vivo il ricordo del tuo sguardo verso di noi, nel maggio del 2005 durante la messa. Tu vedevi quello che tanta gente non riesce a vedere! Riposa in pace Nino!

  5. Ciao Nino, figlio della tua Ciminna che adesso tutta ti abbraccia tra ricordi e rimpianti.
    Questa è la tua festa……la festa più bella di chi si addormenta per risvegliarsi tra le braccia della nostra Mamma Maria.
    Sono sicuro che nostro Signore in cielo ti ricompenserà con la Sua celeste visione mentre in terra il tuo ricordo sarà per noi una consolazione e un insegnamento di vita pura.
    Arrivederci Ninuzzu.

  6. Ricordo nelle fredde sere d’inverno, durante i temporali, i tuoni e i fulmini ti impaurivano e noi vicini di casa sentivamo le tue grida piene di paura che rimbombavano nella notte, non potevamo fare a meno di pensarti rammaricandoci della tua solitudine…ci mancherai…ciao ninuzzu R.I.P

    1. Caro ninuzzo sono trascorsi anni dalla tua scomparsa,ma questo non puó mai farci dimenticare durante la tua vivenza la persona che sei stato per tutti coloro che ti hanno conosciuto,e soprattutto per chi si é preso cura di te. Come vedo i commenti parlano oltre della tua umiltá,ma soprattutto dei tuoi ricordi e della persona che sei stato durante la tua vita vissuta nel paese di Ciminna. Caro nino ci manchi tanto RIP…

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