Ciminna, “Il rilievismo – Il senso del colore” in esposizione i dipinti tridimensionali di Ursò

di Agorà Ciminna

E’ stata inaugurata domenica scorsa l’esposizione dell’artista ciminnese Salvatore Urso, 54 anni anni, in arte Ursò. La mostra di pittura contemporanea organizzata dall’associazione Culturale Genesis è stata allestita presso il Polo Museale di Ciminna (Pa) in corso Umberto I, e sarà aperta fino al 6 maggio 2019 in concomitanza con i festeggiamenti al SS. Crocifisso “Padre di Grazie”.

I suoi dipinti tridimensionali sono realizzati attraverso una nuova tecnica pittorica da lui inventata e battezzata come “rilievismo”, utilizza varie gradazioni di colore essiccato e ricomposto come mosaico, per ritrarre scorci e paesaggi sopratutto siciliani. Nell’immagine in evidenza la piccola cappella rurale dedicata dell’Annunziata presso la Riserva Naturale Orientata Serre di Ciminna.

Di seguito la recensione di Liliana Ingraffia

“Il senso del colore”, una ricerca diciamo quasi ossessiva da parte dell’artista per dare “forma” al colore, spessore, tridimensionalità. Una ricerca che poi viene deviata dall’inconscio emergente dell’autore che è stravolto da emozioni e passioni galoppanti, che vuole la serenità, che diventa ironico e beffeggiatore della realtà. Il colore riesce nella sua “forma” ad esprimere l’Io pressante? il colore che prende struttura, che si solidifica, riesce ad esprimere simbiosi con la natura e i paesaggi che sono nei ricordi più profondi del pittore? Ursò indaga nell’arte, sperimenta, si mette in discussione, perché ha bisogno di risposte, ha bisogno di raggiungere quella perfezione, per trovare l’equilibrio tra il colore nelle sue forme più vive e accese (rosso, verde, giallo i colori predominanti) e il contrasto delle proprie emozioni e passioni. 

Così la mostra diventa un viaggio nella mente del pittore, in cui dall’Ursò ironico e pronto a sminuire attraverso l’arte i concetti e gli aspetti dell’uomo, si passa allo scontro continuo del suo Inconscio con la realtà fatta a volte di delusioni e dolori, così per entrare nella sfera più intima del Sè, Ursò cerca nell’astrattismo l’essenza del colore che lo può proiettare in un mondo essenziale fatto di piccole particelle sfuggenti che vagano in un piano onirico.Ma la ricerca della serenità di Ursò in realtà si individua nei suoi paesaggi, quelli dell’infanzia, in cui le distese dei campi, le colline e i monti che sono custoditi e rielaborati dal suo inconscio sono riconoscibili e reali. Il colore in tutto questo è l’unico mezzo per dare vita alla memoria del passato, custode di un tempo armonioso, fatto di piccoli gesti  carichi di grandi valori.

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