Corleone, cerimonia di commemorazione del carabiniere Clemente Bovi nel 60° anniversario dell’omicidio.

di Agorà Ciminna

Anche quest’anno, come ogni anno, doppio appuntamento per la commemorazione del carabiniere scelto Clemente Bovi, decorato con la Medaglia d’Oro al Valore Militare alla Memoria, nel 60° anniversario della scomparsa.

Si è svolta questa mattina alle ore 10:00 la commemorazione organizzata dal Comune di Corleone che ha fatto dono di una corona di alloro, posta sulla lapide nel luogo dell’eccidio del carabiniere Bovi, nei pressi della località “Case Moscato” sulla SS 118, a sessant’anni dell’omicidio avvenuto in un conflitto a fuoco per l’appunto l’8 settembre del 1959.

Il carabiniere in servizio presso la Caserma di Caltabellotta (AG), fu ucciso da un gruppo di banditi per difendere alcune persone. Erano presenti alla cerimonia di apposizione della corona il sindaco di Corleone Nicolò Nicolosi, il figlio del militare ucciso, Vito Andrea che all’età dell’uccisione del padre aveva appena tre mesi, la moglie di Vito Andrea ed altri parenti, il Comandante del Gruppo Carabinieri di Monreale, tenente colonnello Luigi De Simone ed Don Leone parroco della chiesa di San Leoluca a Corleone che ha terminato la cerimonia con una preghiera in suffragio. Presenti anche i soci della sede dell’Associazione nazionale dei carabinieri di Piana degli Albanesi e Ciminna.

L’appuntamento per la cerimonia organizzata dall’amministrazione comunale di Ciminna è fissato per il pomeriggio del 20 settembre 2019. Di seguito il programma:

ore 17:00 Deposizione di una corona di fiori sulla tomba del decorato all’interno del cimitero comunale.

ore 17:30 Deposizione di una corona di alloro nei pressi della lapide in piazza Umberto I donata dall’Amministrazione Comunale.

ore 18:15 “Premio Clemente Bovi” riservato agli alunni delle scuole elementari e medie – Atrio scuola primaria.

Per non dimenticare Clemente Bovi.

di Maurizio Mezzatesta

Clemente muore intorno alle 02:25, così scriverà sulla sua relazione il medico legale.
Uomo umile, allegro, sempre sorridente, innamorato del teatro e della musica (suonava più di uno strumento), muore per vile mani durante un conflitto a fuoco con una esperta e spietata banda di criminali.
Nel predetto conflitto a fuoco, ferisce a morte un bandito.
Era una serata tranquilla, si scherzava all’interno della Fiat 1100, guidata dall’amico Raja, che procedeva da Ciminna in direzione Caltabellotta, sede di servizio di Clemente.
Dopo aver partecipato alla Festa del paese in onore a San Vito, aveva salutato la moglie Maria ed il piccolo Vito Andrea Bovi, per far rientro in servizio.
Il coraggioso Carabiniere, non sa che da li a poco non rivedrà la sua meravigliosa famiglia, il suo piccolo Vito.
Anni di processo porteranno alla sbarra una banda di 6/7 persone, tutti originari di Gibbellina.
Condannati in primo grado a Palermo, verranno assolti per non aver commesso il fatto, dalla Corte di Appello di Bari.
Ad Oggi la morte di Clemente Bovi, eroico e medagliato Carabiniere non ha colpevoli.
M.M.67

(fonte facebook)

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