Lettera di Davide D’Alessandro sulle dimissioni del Presidente della Consulta Giovanile

Ciminna, 10 Settembre 2019


Ai componenti della Consulta Giovanile,
al Sindaco, 
alla Giunta Comunale,
all’Assessore alle Politiche Giovanili,
al Presidente del Consiglio 
e ai Consiglieri Comunali
del Comune di Ciminna.

LETTERA AI GIOVANI CIMINNESI

Vengo a conoscenza delle dimissioni del Presidente della Consulta Giovanile, organo di cui faccio parte nella qualità di componente dell’assemblea.
Dimissioni che portano come motivazione “motivi strettamente personali”. 
A noi membri della Consulta non è pervenuta alcuna comunicazione ufficiale, cosa alquanto singolare, né si è pensato di convocare l’assemblea per discutere di tali dimissioni e trovare delle soluzioni al caso. Conoscendo il Presidente dimissionario e avendo vissuto questi mesi di Consulta Giovanile, sono convinto che dietro le sue dimissioni ci sono delle ragioni politiche oltre che personali. Tante sono le cose mancate in questi mesi, tra cui una totale assenza di riconoscimento della Consulta quale organo comunale, ma soprattutto l’assenza di un dialogo vero e costruttivo con l’amministrazione comunale, la quale avrebbe avuto oltretutto il DOVERE di coinvolgere e recepire i suggerimenti e le indicazioni programmatiche della Consulta in sede di approvazione di bilancio, per programmarne le attività e individuare fondi all’interno dello stesso bilancio a favore di esse.
E’ legittimo pensare che all’amministrazione non interessava e non interessa che la Consulta cresca e sia attiva; forse l’unico interesse è stato quello di poter dichiarare di averla fatta insediare.
Anche io, diverse volte, ho pensato di rassegnare le dimissioni da membro dell’Assemblea per l’immobilismo, per le diverse violazioni delle norme statutarie e regolamentari delle Consulta e per la presenza di ombre dell’amministrazione che partecipavano senza alcun titolo: ma non l’ho fatto e non lo farò perché voglio continuare a crederci, voglio constatare di persona cosa partorirà l’amministrazione dopo queste dimissioni, dimissioni che per l’amministrazione dovrebbero avere il sapore di sconfitta, un’ulteriore sconfitta nell’ambito del sociale, soprattutto nella sfera dell’associazionismo. 
Ai membri dell’Assemblea e del Direttivo della Consulta Giovanile chiedo uno scatto di orgoglio, perché la Consulta non può e non deve essere quella di questi mesi.
A Michele Brancato auguro ogni bene, rammaricato di non aver potuto fare di più insieme a lui nella Consulta Giovanile.

Il componente dell’Assemblea della Consulta Giovanile

Dott. Davide D’Alessandro

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